lunedì 29 agosto 2016

Guida a Sharpener Pro per migliorare la nitidezza e il dettaglio di una foto


Per vedere tutti i tutorial per photoshop andate a questo link: Tutorial per Photoshop tecniche avanzate di Fotoritocco Professionale

Nel video in basso l'utente youtube "Crazy Ring Editing e Fotografia" ci spiega come utilizzare il plugin per Photoshop e Lightroom della Google Nik Collection, Sharpener Pro, per migliorare la nitidezza e il dettaglio di una foto.

Il plugin Sharpener Pro è liberamente scaricabile a questo link: google.com/nikcollection


giovedì 25 agosto 2016

Canon EOS 5D Mark IV caratteristiche e prezzo


Canon EOS 5D Mark IV, la più recente versione della serie EOS 5D, erede del modello EOS 5D Mark III, questa nuova fotocamera è stata progettata sfruttando i suggerimenti dei fotografi professionisti della community di Canon. L’obiettivo era creare una reflex ancora più versatile e performante. Una macchina che unisce velocità e risoluzione con eccellenti capacità di ripresa in condizioni di luce scarsa e funzionalità video. Tutto questo è reso possibile grazie a una serie di importanti componenti in dotazione: un nuovo sensore CMOS da 30,4 megapixel con ampia latitudine di posa, scatto ad alta velocità a 7 fotogrammi al secondo (fps), registrazione video interna 4K e connettività Wi-Fi e GPS.

EOS 5D Mark IV è anche la prima fotocamera EOS dotata del formato Dual Pixel RAW, che consente ai fotografi di tarare con precisione le immagini in post-produzione, regolando o correggendo il punto di nitidezza, spostando lo sfocato in primo piano o riducendo le immagini fantasma (ghosting).


Ha una gamma ISO 100-32.000, espandibile da 50 fino a 102.400 ISO, l’algoritmo di elaborazione del rumore è stato perfezionato in modo da ottimizzare ulteriormente le riprese in condizioni di scarsa luminosità.

Grazie al sistema autofocus a 61 punti con ampia area a reticolo di EOS 5D Mark IV, il rilevamento e l’inseguimento di volti e colori di soggetti in rapido movimento è facile e preciso. I 61 punti AF – di cui 41 a croce – coprono un’ampia superficie del sensore (maggiore rispetto alla precedente EOS 5D Mark III) e offrono la possibilità di mettere a fuoco anche al chiaro di luna, con -3 EV in modalità di visione nel mirino, o -4 EV in modalità Live View. EOS 5D Mark IV consente di utilizzare i moltiplicatori di focale sui teleobiettivi con autofocus a f/8 con tutti i 61 punti, di cui 21 a croce per una precisione ancora maggiore. L'alta risoluzione dello schermo LCD da 3,2 pollici, con tecnologia full touch su tutti i menù, è abbinata a un nuovo tasto di selezione dell’area autofocus, offrendo in questo modo una scelta rapida del punto AF. Inoltre, la fotocamera è munita di un sensore di misurazione avanzato RGB + IR da 150K con un processore DIGIC 6 dedicato per esposizioni accurate e un rilevamento e inseguimento preciso del soggetto in movimento.

La EOS 5D Mark IV adotta una tecnologia di lettura ad alta velocità e un processore DIGIC 6+ che consentono raffiche a 7 fps a piena risoluzione, con totale controllo del tracking AF/AE. Una fotocamera in grado di catturare fino a 21 immagini RAW, oppure JPEG illimitati in un'unica sequenza. Quando è necessaria discrezione, come ad esempio nell'acquisizione di notizie di cronaca o nelle riprese di animali nel loro habitat naturale, le modalità silenziose, singola e continua, consentono di scattare con un suono ridotto.



È possibile registrare video in 4K ed è dotata di 4K DCI (4096 x 2160) a 30/25/24 fps e offre la possibilità di estrarre immagini JPEG a 8,8 MP dai video 4K. Una soluzione ideale per chi desideri passare agevolmente dal video alle fotografie. Offrire immagini di alto livello è sempre più importante dati gli attuali servizi streaming che richiedono elevata qualità ed EOS 5D Mark IV garantisce questa prestazione in formato reflex digitale con capacità video 4K, full HD a 50/60p, HD a 100/120p, Dual pixel CMOS AF, video time lapse e una nuova modalità HDR video.

EOS 5D Mark IV garantisce una flessibilità senza pari in termini di connettività. Il Wi-Fi incorporato consente il funzionamento remoto e il trasferimento sicuro dei file (FTPS / FTP) tramite dispositivi intelligenti che utilizzano l'applicazione Canon Camera Connect, mentre l’NFC offre collegamenti istantanei tra dispositivi compatibili. La geolocalizzazione di ogni immagine è incorporata nei dati EXIF, con aggiornamenti automatici dell’orario per aiutare a gestire le immagini e, per la prima volta, si possono includere i metadati IPTC direttamente in camera, come i dettagli del fotografo e dello scatto.

Inoltre fotografi di viaggio e i fotoreporter possono contare su una maggiore resistenza all'acqua e alla polvere, rendendo questa fotocamera ideale anche negli ambienti più insidiosi.

La nuova EOS 5D Mark IV sarà disponibile da Settembre al prezzo suggerito al pubblico di € 4.169,99.

Nobuyoshi Araki - I migliori fotografi contemporanei

Kinbaku - Nobuyoshi Araki

Questo articolo fa parte della rubrica: I migliori fotografi Contemporanei

Nobuyoshi Araki, fotografo giapponese con sede a Tokyo, città in cui nacque il 25 maggio 1940, ha acquisito notorietà in tutto il mondo per le sue foto candidamente erotiche. Forse il fotografo più prolifico nella storia del mezzo fotografico, Araki è autore di oltre 350 libri e le sue mostre spesso includono migliaia di immagini. Un sedicente "foto-maniaco", la fotografia è uno stile di vita per Araki; utilizza dozzine di rullini al giorno. Meglio conosciuto per le sue voyeuristiche immagini in stile istantanee delle donne spesso legate con corde (kinbaku) e  di colorati "fiori sensuali", Araki ha utilizzato la fotografia per interpretare le emozioni e le esperienze.

Nobuyoshi Araki, Untitled (Eros Diary), 2015Courtesy of the artist and Anton Kern Gallery, New York. © Nobuyoshi Araki

Nato a Tokyo, Araki ricevette una macchina fotografica all'età di 12 anni dal padre. Nel 1963 si laureò presso il dipartimento di ingegneria all'Università di Chiba in fotografia e cinema. Subito dopo la laurea lavorò nel campo della fotografia commerciale presso la società di pubblicità chiamata Dentsu. Durante i suoi nove anni in questa società riuscì anche a perseguire i propri progetti. Nel 1964 ricevette il premio Taiyo per Satchin, una serie fotografica in bianco e nero con i bambini del centro di Tokyo, il cui titolo deriva dal nomignolo di una bambina. Espose queste opere e altre nella sua prima mostra avvenuta nel 1965.

Nobuyoshi Araki - Satchin and His Brother Mabo, 1963-1965 - Foam Fotografiemuseum Amsterdam

Nel 1970 Araki creò il suo primo album fotografico Xerox, che produsse in edizione limitata e inviò ad amici, critici d'arte, e alle persone scelte a caso dalla rubrica telefonica. La qualità di questo primo tipo di fotocopie, spesso portava le immagini ad avere toni inusuali. Nel 1971 pubblicò la raccolta di stampe fotografiche private "Sentimental Journey" (Senchimentaru na Tabi), in cui la sua vita personale, in particolare il suo matrimonio e la luna di miele con Yoko Aoki, è stata riportata in forma di diario.

Nobuyoshi Araki - Sentimental Journey

A prima vista le immagini sembrano essere spontanee ed ingenue, ma sono in realtà messe in scena. Sentimental Journey stabilì la reputazione di Araki, nel 1972 lasciò Dentsu per divenire un fotografo freelance. Da allora, quasi tutte le sue opere hanno ruotarono intorno alla sua vita e sono quasi sempre sulle donne che gli sono vicine. Stilisticamente, Araki non è mai stato un purista. Lavora in bianco e nero e colore, utilizzando cibachrome nonché fotocopie a colori per la loro pacchianeria e artificialità; egli utilizza sia la luce naturale che quella più dura del flash. Araki ha impiegato molte tecniche sperimentali e processi, tra cui collage, fotomontaggio, solarizzazione e il colore applicato a mano, compresa la vernice (vernice che applicò anche sulla vagina dei suoi soggetti).

Nobuyoshi Araki

Nobuyoshi Araki

Nobuyoshi Araki

Lavora anche con negativi che sono volutamente danneggiati provocando graffi sull'emulsione delle stampe finite. Egli affianca istantanee alle foto in studio, ritratti e scene di strada, nature morte con la pornografia hardcore. Fotografa voracemente, dal corpo femminile al cibo per gatti. Araki lavora principalmente con una Pentax 6x7.

Il lavoro di Araki è paradossale in quanto è soggettivo e tuttavia non ha alcuna pretesa di verità fotografica; egli appare spesso in scene di sesso, ma una delle sue migliori immagini conosciute è un autoritratto in cui indossa un mantello di colore rosa della moglie recentemente scomparsa, afferrando un grande ritratto in bianco e nero di lei.

Nobuyoshi Araki - Self portrait

Per Araki, una scena di strada di tutti i giorni può trasformarsi in un ambiente di intima rivelazione. Particolarmente preoccupato dalla sessualità femminile, Araki tenta di diventare più intimo con le donne attraverso la fotografia. 

Analogamente a Goldin e Joel-Peter Witkin, che lavorano anche con immagini erotiche, Araki cerca di bilanciare il sublime e l'osceno, le sue foto sono allo stesso tempo scioccanti e misteriosamente tenere. Nel corso degli anni, le sue audaci fotografie sono state oggetto di censura, soprattutto in Giappone, un fatto che diminuì la sua influenza. Le sue serie includono immagini di donne imbavagliate e legate che indossano l'abito tradizionale del kimono, sul tatami di un ryokan (locanda giapponese). Anche se le donne sono spesso trattenute e zittite, l'arte giapponese della legatura con corda, kinbaku, si differenzia dalla schiavitù in stile occidentale. Le immagini di Araki sono anche eredi della tradizione giapponese dell'arte erotica, soprattutto Shunga, il dipinto erotico del periodo Edo.

Nobuyoshi Araki - Tokyo Comedy, 1997

I fiori sono presenti in molti dei progetti di Araki degli anni '90 e sono soggetti appropriati per la sua fusione di eros e morte. Essi combinano l'estasi e la morte, la passione per la vita e una consapevolezza malinconica della finitezza della vita. Le fotografie di Araki rendono esplicito il concetto che i fiori sono organi riproduttivi ed emblemi della consumazione dell'amore. 

La città di Tokyo è un'altro dei soggetti scelti da Araki, ma ha un interesse solo per le aree urbane che frequenta e conosce bene, come ad esempio Shinjuku, quartiere dei divertimenti di Tokyo, con i suoi locali notturni, striptease e alberghi squallidi. Le persone spesso sembrano tristi e sole nella Tokyo di Araki. Egli sostiene che "la fotografia è sinonimo di ciò che si riferisce a me. Non vado da qualche parte solo per scattare fotografie." Araki ha curato la maggior parte dei suoi libri, ed ha guadagnato un forte seguito negli Stati Uniti e in Europa. 

Egli ha stretto amicizia con altri grandi foto-diaristi come Robert Frank e Nan Goldin, nel 1995 Araki pubblicò un libro con Goldin intitolato Tokyo Love. Ha inoltre approfondito la fotografia di moda stilizzata. Nel 2002, l'editore tedesco Taschen pubblicò un tributo sontuoso al lavoro di Araki, un enorme e unico (numerato e firmato) libro con 1000 immagini, con una tiratura di soli 2.500 esemplari. Nel 2003 il fotografo pubblicò "Araki by Araki: The Photographer’s Personal Selection 1963–2002" la più completa raccolta del suo lavoro, raccogliendo immagini per ogni anno.

mercoledì 24 agosto 2016

Guida a Dfine per ridurre il rumore nelle foto - Tutorial Photoshop


Per vedere tutti i tutorial per photoshop andate a questo link: Tutorial per Photoshop tecniche avanzate di Fotoritocco Professionale

Nel video in basso l'utente youtube "Crazy Ring Editing e Fotografia" ci spiega come utilizzare il plugin per Photoshop e Lightroom della Google Nik Collection, Dfine, per la riduzione del rumore.

Il plugin Dfine è liberamente scaricabile a questo link: google.com/nikcollection


domenica 21 agosto 2016

Mary l'omicida, l'elefante che è stato impiccato per omicidio nel 1916


Questo articolo appartiene alla rubrica: Le foto che hanno fatto la storia

Mary era un elefantessa asiatica di cinque tonnellate, diventata poi nota come Mary l'omicida, appartenente al circo "Sparks World Famous Shows". Dopo aver ucciso un allenatore a Kingsport, Tennessee, è stata impiccata nel 1916.

L'11 settembre del 1916 un giovane operaio di nome Walter Eldridge, soprannominato Red a causa dei suoi capelli color ruggine, era stato assunto dal circo come assistente dell'addestratore d'elefanti. La sera del 12 settembre venne ucciso dall'elefantessa a Kingsport (Tennessee), durante la tipica marcia pubblicitaria del circo. Alcuni tra i testimoni dell'accaduto dissero che Red aveva pungolato Mary con un gancio, perché si era fermata a raccogliere una fetta di cocomero da terra con la proboscide. Nonostante fosse stato avvertito del comportamento di Mary, Red la pungolò col gancio per farle riprendere la marcia. Infuriata, l'elefantessa afferrò l'incauto operaio con la proboscide e lo lanciò contro uno stand di bevande lì vicino. Poi infierì sul malcapitato, poggiando una zampa sulla testa di Red e schiacciandogliela.

Mentre gli spettatori terrorizzati gridavano e fuggivano, un fabbro locale sparò a Mary con una pistola, le scaricò cinque colpi nella sua spessa pelle, furono di scarso effetto, Mary rimase immobile, improvvisamente di nuovo calma e apparentemente ignara sia dei proiettili che della confusione, gli abitanti gridavano "Uccidi l'elefante, uccidi l'elefante!".

Quando avvenivano tali incidenti, i proprietari del circo cambiavano il nome dell'elefante pericoloso e lo vendevano ad un altro circo. Ma non fu il caso di Mary, che presto divenne nota attraverso i giornali come "Mary l'Omicida". Il proprietario del circo, Charlie Sparks, credeva che la reputazione dell'elefantessa avrebbe danneggiato anche l'immagine del circo, perciò prese la decisione di uccidere l'elefante pubblicamente, per poter rimediare alla disastrosa pubblicità. Si pensò inizialmente di uccidere Mary con l'avvelenamento o l'elettrocuzione, già usata dieci anni prima con l'elefante Topsy. Questi metodi furono scartati per due ragioni: in primo luogo Mary era molto intelligente e sarebbe stato difficile ingannarla con il veleno, inoltre nel Tennessee non vi era sufficiente elettricità per uccidere un elefante. Per questi motivi il proprietario del circo decise che Mary sarebbe morta per impiccagione, secondo lui una scelta "umana".

Il 13 settembre il circo partì in ferrovia per arrivare a Erwin, nella contea di Unicoi. Era un giorno piovoso e, dopo uno spettacolo al quale Mary non partecipò, una folla di 2.500 persone (tra cui molti bambini) si radunò nei pressi della ferrovia di Clinchfield per assistere alla condanna di Mary. Per impiccare l'elefante usarono una gru e una catena. Il primo tentativo fallì: la catena si spezzò e l'elefante cadde sul terreno, causando il momentaneo allontanamento della folla, che temeva la furia dell'elefantessa. Si scoprì che qualcuno si era dimenticato di slegare la catena alla zampa di Mary, lasciandola ancorata al terreno. Nella caduta Mary si ruppe l'anca, ferendosi gravemente.

La gru industriale fu accesa nuovamente per un secondo tentativo, questa volta Mary fu sollevata in aria, le sue urla agonizzanti e i grugniti coprirono le risate e gli applausi della folla. Alla fine tacque e rimase appesa lì per mezz'ora prima che un veterinario locale ne dichiarasse la morte. La sua fine raccapricciante è registrata in una fotografia che appare talmente orribile e surreale che alcuni ipotizzarono si trattasse di un falso, purtroppo la sua autenticità è stata confermata da altri rapporti e fotografie dell'epoca, come per esempio queste foto qui in basso che mostrano il momento della preparazione del macchinario.


Nel 1992 venne pubblicato un libro che riassume la storia di Mary: The Day They Hung The Elephant di Charles Edwin Price.

sabato 20 agosto 2016

Recensione del video corso sulla tecnica del Dodge & Burn professionale


Tra la miriade di video corsi online gratuiti e non, sono rimasto piacevolmente colpito da quello sulla tecnica del Dodge & Burn di www.creoart-shop.it la particolarità di questo corso è l'entrare nel merito della creazione del flusso di lavoro, di come realmente apportare le dovute modifiche e di come utilizzare i pennelli, ovvero sia i settaggi da applicare che il modo in cui usarli.

Tutte cose che normalmente sul web non si trovano, il corso è molto dettagliato e dura ben 52 minuti, inoltre vengono illustrati concetti generali che al di là della tecnica spiegata hanno cambiato il mio modo di pensare alla fotografia di ritratto.

Dopo aver visto il video sento di aver fatto un passo avanti nel fotoritocco dei ritratti, l'autore non si focalizza solo sulla tecnica oggetto del video ma spiega altri trucchi del mestiere necessari a realizzare una fotografia di ritratto professionale. Oltre al video è presente una foto in formato PSD per poter fare pratica con la tecnica spiegata.

In basso alcuni esempi prima e dopo l'utilizzo del Dodge & Burn.



Questa è una delle foto realizzate con questa tecnica, potete vedere il portfolio dell'autore del video corso a questo link: facebook.com/tizianotomaphotography/


La tecnica del D&B se realizzata correttamente è capace di mostrare un lavoro, apprezzabile, professionale e di livello, pur mantenendo un risultato naturale e non artefatto.



Il corso è adatto sia ai fotografi amatori che ai professionisti, la spiegazione è chiara e non lascia spazio a dubbi.

Chi vuole ottenere il massimo dalle proprie foto non può ignorare questo video corso, è possibile acquistarlo al seguente link: Dodge & Burn

I profili Instagram più seguiti al mondo e in Italia


Come è ovvio e normale che sia i profili in assoluto più seguiti e popolari su Instagram appartengono a persone appartenenti al mondo dello spettacolo e dello sport. In questo articolo vedremo prima i 10 profili più seguiti al mondo e poi quelli più seguiti in Italia.

Non inserisco il numero di followers dei vari profili perché è sempre in crescita e quindi col passare del tempo risulterebbe errato, potete controllarlo voi stessi semplicemente cliccando sul nome del profilo.

Top 10 mondiale


Top 10 italiana


EyesOn: alla scoperta dei paesi post-sovietici dell'Asia centrale


L'ospitalità, il rispetto per gli anziani, l'armonia con la natura: questi sono solo alcuni dei valori che troviamo nel progetto fotografico di Elyor Nematov (@elyornematov) chiamato #EyesOn, una finestra sui paesi post-sovietici dell'Asia centrale, "Quello che trovo più importante nel mio lavoro non è giudicare ogni gruppo etnico locale, perché sotto la superficie ci sono più cose ci legano insieme rispetto a quelle che ci separano".

Da piccoli villaggi in Kirghizistan alla grande valle di Fergana, Elyor registra l'eredità della cultura nomade e i segni della modernizzazione "I paesi dell'Asia centrale sono molto giovani, e ho la sensazione che ci stiamo muovendo dall'adolescenza all'età adulta in termini di sviluppo".

In questo periodo di cambiamento le foto di Elyor sono uno spaccato di vita quotidiana, celebra un mosaico variegato di culture ed etnie. "A volte è solo un venditore di cocomero a caso del mercato, a volte è un poliziotto, altre volte un ampio panorama è il modo migliore per trasmettere lo spirito della mia terra".