29 dicembre 2009

William Henry Fox Talbot e il Calotipo, George Eastman e la prima Kodak

Nei precedenti articoli abbiamo considerato il rapporto tra fotografia ed arte, senza prendere in considerazione una buona quantità di argomenti che, a questo punto, diventano determinanti per ulteriori analisi ed approfondimenti. Ora vedremo di analizzarli uno alla volta e di capire, come questi, hanno pesato nel mondo fotografico.

Il primo elemento da considerare è lo sviluppo del mezzo fotografico in relazione alle fotografie, infatti, agli esordi del Dagerrotipo, le atrezzature erano molto ingombranti e i tempi di posa erano sufficentemente lunghi, ciò non consentiva ovviamente un’uso “versatile” della fotografia. Seppur nel corso del tempo il Dagerrotipo abbia abbassato parecchio i tempi di esposizione, gli scatti da esso consentiti erano per lo piu legati a paesaggi, nature morte e ritratti in posa (ove per tenere il soggetto in posa venivano allestite vere e proprie impalacature di sostegno).


La vera rivoluzione fu ad opera dell’inglese William Fox Talbot (Nella foto sopra il suo autoritratto), che introdusse il primo procedimento negativo/positivo (Calotipo, la base degli attuali processi fotografici). Questa innovazione è di un’importanza capitale per la fotografia per svariati motivi, il primo tra tutti è la possibilità di avere più stampe da un unico negativo, il secondo le dimensioni notevolmente ridotte dei negativi. Il Calotipo è contemporaneo del Dagerrotipo e i primi “lavori” in tal senso vengono presentati intorno al 1840.

Ora, un altro aspetto fondamentale da considerare è il periodo storico in cui ci si trova, che, se per l’arte equivale ai pittori realisti, per il sociale è la rivoluzione industriale. Con ciò in breve tempo il “mezzo fotografico” subì uno sviluppo spaventoso, tanto che già nel 1884 George Eastman fabbricò il primo rullino fotografico e nel 1888 mise in commercio il primo apparecchio della Kodak con lo slogan ”voi premete il bottone, noi facciamo il resto” (Nell'immagine qui sotto potete vedere la prima macchina fotografica Kodak).




Nel 1900 viene messa in commercio la Brownie al prezzo di una ghinea suscitando commenti tipo ”una fotografia è comune quanto una scatola di fiammiferi”.

Queste brevi nozioni storiche sullo sviluppo e la diffusione della fotografia ci servono per affrontare differenti tematiche sulla fotografia e il suo sviluppo nei vari ambiti. Il crescente numero di immagini a richiesto fin da subito uno studio sulla catalogazione delle medesime, pratica non poi così scontata (penso che ognuno di noi si sia scontrato con la difficoltà di ascrivere un determinato scatto in un ambito piuttosto che in un altro), le immagini cominciano ad essere analizzate non solo da un punto di vista estetico, ma anche ascrivendole altre funzioni, quale quella comunicativa, quella pubblicitaria, quella catalogativa ecc... (non a caso nel precedente articolo abbiamo visto la differenza tra Stieglitz e Hine).


Sono già di questi periodi i primi studi sulla semiotica della fotografia, argomento che mira a definire un eventuale linguaggio fotografico che andremo a vedere più avanti.

Articolo scritto da Alessandro Cappelli