1 marzo 2011

Roger Fenton e la nascita della fotografia di guerra - Storia della fotografia


La prima guerra della storia ad essere raccontata attraverso immagini fotografiche fu la Guerra di Crimea del 1855, combattuta tra la Russia e un’alleanza tra la Francia, l’Inghilterra e la Turchia.

Il conflitto iniziò nella primavera del 1854, quando le truppe russe invasero l’Impero Ottomano: Francia e Inghilterra si mobilitarono quindi in aiuto della Turchia per difendere la stabilità nei Balcani. Nel settembre 1854 le truppe alleate invasero la Crimea con 600 navi e 57.000 uomini, dando inizio a una serie di cruente battaglie che si concluderanno solo un anno dopo con la sconfitta della Russia.

In Inghilterra, l’opinione pubblica fu informata di questi avvenimenti dal primo corrispondente e fotografo di guerra della storia: Roger Fenton.

Il fotografo, offertosi volontario per questa impresa, costruì un vero e proprio carro fotografico che gli permettesse di trasportare tutta l’attrezzatura necessaria e, dopo aver trovato un assistente e un cuoco, salpò per la Crimea, dove arrivò nel febbraio 1885.

Fenton fotografò le truppe alleate dal marzo al giugno 1885, quando fu costretto a tornare in patria a causa del colera. Una volta rientrato, egli fu trattato come un eroe e anche la Regina Vittoria volle conoscerlo.

Durante la sua permanenza in Crimea, Fenton realizzò immagini di diverso genere: capi politici e militari delle forze alleate, paesaggi, momenti di ristoro delle truppe e vere e proprie scene di battaglia.

Una particolarità delle fotografie scattate da Fenton in Crimea è la totale assenza della morte. Infatti, pur essendo un fotografo di guerra, egli non riprese mai soldati feriti o nel momento della morte; probabilmente egli operò in questo modo nel rispetto della sensibilità vittoriana, secondo la quale non era buon gusto mostrare certe immagini su organi di informazione che sarebbero stati visti da donne e bambini.

La fotografia cercò di affermarsi fin da subito, oltre che come mezzo di documentazione, anche come forma artistica vera e propria: di questo parleremo la prossima volta!

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Ciao, Sara.