20 settembre 2015

Le foto a colori erano prerogativa dei bianchi, il razzismo in fotografia nell'era della pellicola

Questo articolo fa parte della rubrica: La Storia della Fotografia dal Aristotele a oggi

Per decenni, la pellicola a colori a disposizione dei consumatori è stata progettata per fotografare i bianchi. I prodotti chimici e la stessa pellicola non erano sufficienti a catturare la diversità di toni che una pelle più scura comporta. I laboratori fotografici negli anni 1940 e '50 per calibrare i colori della stampa usavano l'immagine di una donna bianca chiamata Shirley, da qui il nome "Shirley card".

La professoressa Lorna Roth, della Concordia University, ha studiato l'evoluzione del tono della pelle nelle foto ed ha spiegato in un articolo pubblicato nel 2009 come la tecnologia più vecchia ha distorto l'immagine dei soggetti neri.


La propensione per la pelle con una maggiore riflettività della pellicola dell'epoca comportava problemi di esposizione durante gli scatti di persone di razza mista.

"Se si esponeva la pellicola per fotografare un bambino bianco, il ragazzo nero seduto accanto a lui sarebbe stato invisibile tranne che per il bianco dei suoi occhi e dei suoi denti", scrive Adam Broomberg, che ha tenuto una mostra nel 2013 su questo tema.

Le cose cominciarono a cambiare nel 1970, quando i produttori di mobili in legno e gli industriali del cioccolato hanno cominciato a lamentarsi del fatto che la pellicola Kodak non era in grado di immortalare fedelmente i loro prodotti. Circa nello stesso periodo, anche l'industria del cinema e della televisione iniziò a cambiare, la pellicola per come era stata progettata non andava più bene.

Nel 1995, Kodak introdusse una nuova scheda multi-razziale, in cui comparivano una donna caucasica, un'asiatica e un'africana, le quali ovviamente presentavo diversi colori della pelle e dei vestiti.


Kodak ha anche iniziato a pubblicizzare il fatto che le sue pellicole fossero in grado di catturare i toni più scuri della pelle in condizioni di scarsa illuminazione.



Un video realizzato da VOX (qui in basso) parla di tutto ciò presentando vari esempi e spiegazioni esaurienti sul tema.