30 maggio 2016

Guida a Viveza 2 per regolare selettivamente il colore e la tonalità delle foto senza maschere o selezioni complesse


Per vedere tutti i tutorial per photoshop andate a questo link: Tutorial per Photoshop tecniche avanzate di Fotoritocco Professionale

Nel video in basso l'utente youtube "Crazy Ring Editing e Fotografia" ci spiega come utilizzare il plugin per Photoshop e Lightroom Viveza 2, della Google Nik Collection, per regolare selettivamente il colore e la tonalità delle foto senza maschere o selezioni complesse.

Il plugin Viveza 2 è liberamente scaricabile a questo link: google.com/nikcollection/products/viveza/


27 maggio 2016

Il fotografo ed i social media, come utilizzarli per la propria attività professionale


Per il format didattico sulla fotografia prodotto da Around Gallery, www.aroundgallery.com, nel video in basso Linda Ferrari spiega come il fotografo possa trarre beneficio dall'uso dei social media integrandoli nella sua attività lavorativa.

La comunicazione nell’era dei social media sembra solo essere più semplice, in realtà è diventata molto più sofisticata. I social sono un grande esercizio di auto consapevolezza perché sono uno dei luoghi dove è più facile perderla.

Facebook, Twitter, Google+, Linkedin e Instagram non possono essere considerati degli ambienti d’intrattenimento per il fotografo, ma dei veri e propri strumenti di lavoro.

Quali sono i maggiori benefici? Linda ci spiega che “innanzitutto dobbiamo prendere un foglio di carta e scrivere cosa vogliamo fare con i social?”

Laureata in psicologia del lavoro Linda Ferrari (www.lindaferrari.it) dal 2005 lavora nel mondo della fotografia. Nel 2012 rivolge la sua attenzione alla formazione creando il progetto fotografico Photo-Berlin e nel 2014 insieme al fotografo Stefano De Luigi il VII Masterclass. Cura il blog photoskine.com focalizzato sulla social photography.


25 maggio 2016

Olympus TG-Tracker la action cam ad alte prestazioni


La TG-Tracker è l'action cam ad alte prestazioni di Olympus, capace di memorizzare i dati geo-prestazionali a nuove altezze e a nuove profondità.

La TG-Tracker, grazie alla sua impugnatura staccabile, al suo obiettivo ultra grandangolare, al suo sistema di stabilizzazione dell’immagine su 5 assi e al suo monitor LCD ribaltabile, consente di inquadrare facilmente e di scattare immagini evitando il rischio di mosso a mano libera, anche nelle condizioni più disagevoli.

È infrangibile da un’altezza massima di 2,1 m, indeformabile ad un carico di 100 kg, a prova di polvere, insensibile al gelo fino a -10°C e impermeabile fino a 30 metri di profondità. Oltre alla qualità dell’immagine Olympus, al suo grandangolo e alla sua flessibilità di inquadratura a mano libera, ha anche un’altra caratteristica che le permette di farsi notare tra le altre fotocamere e videocamere outdoor: i suoi cinque sensori. A differenza dei prodotti con geotagging tradizionale, la TG-Tracker può percepire accelerazione, altitudine o profondità, temperatura e direzione di movimento – oltre alla latitudine e alla longitudine. Questo offre agli appassionati di sport un’immagine molto più completa di dove erano, di cosa stava succedendo e di quali erano le loro prestazioni nel momento in cui l’immagine è stata catturata.

Il suo obiettivo ultra grandangolare riprende un angolo di campo di 204° che spesso rivela dettagli periferici che l’utilizzatore non è neppure stato in grado di vedere. Oltre a tutto ciò, la TG-Tracker realizza con semplicità video 4K, sfruttando lo stesso processore TruePic VII utilizzato da numerose fotocamere ad obiettivi intercambiabili Olympus di fascia alta.
Sott’acqua, l’action cam regola automaticamente il bilanciamento del bianco e altre opzioni, ed offre anche un illuminatore con una potenza massima di 60 lumen per poter operare quando altrimenti sarebbe troppo buio.




Caratteristiche principali TG-Tracker:

  • Action cam super robusta per foto di elevata qualità e video 4K in situazioni estreme con registrazione di tutti i dati relativi al percorso.
  • Ideale per gli appassionati della vita all’aria aperta e degli sport estremi che desiderano documentare le loro imprese e i miglioramenti delle loro prestazioni.
  • I 5 sensori integrati registrano informazioni più accurate sul campo per offrire una visualizzazione a schermo parziale o una riproduzione più coinvolgente.
  • Impermeabile, indeformabile, infrangibile, resistente a gelo e polvere.
  • I sensori registrano altitudine e profondità, temperatura dell’aria e dell’acqua, accelerazione, orientamento, latitudine e longitudine.
  • Il sensore di accelerazione evidenzia i cambiamenti improvvisi dell’accelerazione di gravità.
  • L’app gratuita OI.Track Ver 2.0 consente di visualizzare contemporaneamente le immagini e i dati e memorizza un registro dei dati.
  • Mostra i dati sia sovrapposti alla mappa del luogo dove sono stati rilevati sia in formato tabella.
  • Obiettivo Olympus ultra grandangolare con un angolo di campo di 204° per acquisire i dettagli periferici che non rientrano nel campo visivo di chi utilizza l’action cam.
  • Illuminatore integrato (fino a 60 Lumen) per operare in ambienti bui.
  • Processore TruePic VII mutuato dalle fotocamere Olympus di fascia alta.
  • Vasta gamma di formati video, compresi i formati 1080p e 4K.
  • Il Sensore subacqueo imposta automaticamente i settaggi più appropriati per le riprese in immersione.
  • Fornita con uno specchio rimovibile per i selfie oltre a due indispensabili protezioni per l’obiettivo da utilizzare sulla terraferma e sott’acqua.
  • Impugnatura rimovibile in dotazione per riprese stabili in situazioni dinamiche.
  • Riprese fotografiche Time lapse.
  • Stabilizzazione dell’immagine su 5 assi per video privi di oscillazioni.
  • Compatibile tramite l’adattatore in dotazione con numerosi accessori, montature e supporti di terze parti.

La nuova TG-Tracker è compatibile con una vasta gamma di supporti e montature per ogni tipo di equipaggiamento sportivo (adattatore in dotazione), sarà disponibile a partire da luglio 2016 ad un prezzo indicativo di 359,00 euro.


23 maggio 2016

La fotografia di moda, come si struttura uno shooting ed una campagna pubblicitaria per un marchio

Foto by Stefano Pasini
Per il format didattico sulla fotografia prodotto da Around Gallery, www.aroundgallery.com, nel video in basso Stefano Pasini ci parla della fotografia di moda.

La fotografia di moda è per sua natura il mezzo attraverso il quale un brand promuove il suo prodotto valorizzandolo e inserendolo in un contesto in grado di trasmettere il carattere della linea scelto in fase creativa.

Non è solito pensare alla fotografia di moda come un prodotto meramente commerciale perché di fatto non è così. La fotografia di moda è composizione in grado di trasmettere uno stile. Dietro ad ogni progetto c’è una ricerca artistica e di mercato sviluppata da un team composto da diversi attori coordinati dal fotografo che diventa il regista.

Insieme agli scatti fotografici, il video definisce l'essenza del servizio e, attraverso il montaggio e l’audio, trasmette la componente emozionale della campagna. L’ultima parola va alla committenza che valuta se il carattere di tutto il lavoro mantiene una coerenza con gli obiettivi prefissati in fase creativa.

Pittore di formazione, Stefano Pasini si è laureato al Politecnico in design e nel 2009 ha frequentato il Master in fotografia presso l’Accademia John Kaverdash con Sandro Iovine. È un fotografo specializzato nella realizzazione di campagne fotografiche e video per numerosi brand internazionali e italiani, tra cui Bulgari, Borbonese ,Gabriele Colangelo, Roberto Del Carlo e The North Face con pubblicazioni su diversi editoriali come Vogue Korea, Life in Bulgari e Witness journal. Nel 2012 consegue il primo posto al Premio Art Gallery, che lo porta a realizzare una mostra personale esposta alla Galleria Campari di Milano.


19 maggio 2016

Due nuove regole di composizione per rompere le regole tradizionali



Il fotografo ritrattista James Allen Stewart in questo video vuole mostrarci come rompere le vecchie regole di composizione tramite due nuove regole da lui stesso formulate. Esse lo hanno aiutato a realizzare immagini più dinamiche e interessanti.

Regola n° 1: Equilibrio tra luci e ombre

È importante trovare un equilibrio tra le parti chiare e quelle scure della vostra immagine, anche se la composizione che ne risulterà si allontanerà dai metodi di composizione tradizionali come la regola dei terzi.

Tramite le luci e le ombre potete guidare l'occhio dello spettatore al punto desiderato, ad esempio, la foto qui in basso è stata realizzata seguendo la regola dei terzi:


Mentre questa è la sua versione composta seguendo le luci e le ombre:


Il punto focale dell'immagine è l'occhio, ma la regola dei terzi non fa il suo dovere e la nostra attenzione viene indirizzata sulla macchia scura nei capelli vorticosi, occorre bilanciarla dando un taglio più ampio all'immagine che ci permetterà di sfruttare lo sfondo scuro alla nostra sinistra, ciò non lascerà alcun dubbio sul punto in cui l'occhio dello spettatore cadrà.

Regola n° 2: Leggi le tue foto da sinistra verso destra

La maggior parte delle lingue sono scritte da sinistra verso destra e Stewart sostiene che le immagini dovrebbero essere "scritte" nella stessa maniera. Provate a leggere la storia della foto da sinistra a destra e cercate di vedere se ha un senso.

Per esempio, molti fanno cadere la parte più interessante dell'immagine a sinistra per lasciare gli elementi meno interessanti sulla destra, come un racconto che inizia bene e poi si perde sul finale.

Stewart fa il contrario, la sua immagine in origine si presentava così:


Ma come già accennato sopra, per lui la storia raggiungeva il suo apice (il volto del soggetto) troppo in fretta per poi perdere rapidamente di interesse, semplicemente riflettendo l'immagine gli ha dato una nuova vita ed un nuovo senso.


Queste regole che abbiamo appena visto a mio parere formano una valida alternativa a quelle standard, inoltre Stewart scrive:

"Le nuove regole sono solo un modo di vedere le cose con occhi nuovi e forse si avvicinano a un modo di lavorare più intuitivo, per quanto mi riguarda, utilizzare metodi di composizione che non sono solo le griglie può aiutare la vostra creatività a fluire meglio."

Potete vedere le sue opere a questi link: Portfolio, Instagram, Facebook e 500px.

Se volete saperne di più sulle regole di composizione tradizionali vi rimando ai seguenti articoli:


17 maggio 2016

Guida a Silver Efex Pro per la fotografia in bianco e nero - Tutorial Photoshop


Per vedere tutti i tutorial per photoshop andate a questo link: Tutorial per Photoshop tecniche avanzate di Fotoritocco Professionale

Nel video in basso l'utente youtube "Emanuele Brilli Photoshop and Photography" ci spiega come utilizzare il plugin per Photoshop e Lightroom Nik Silver Efex Pro, per ottenere foto in bianco e nero di qualità.

Un approfondimento a questo video lo trovate al seguente link: Come realizzare fotografie in bianco e nero professionali


16 maggio 2016

15 Utili Accessori Fotografici tra i 100 e i 200 euro

Nel precedente articolo abbiamo visto i 15 utili Accessori Fotografici tra i 50 e i 100 euro, adesso vediamo una lista dei migliori prodotti che possiamo acquistare con una cifra compresa tra i 100 e i 200 euro!

1. Zaino fotografico Manfrotto MB MA-BP-TL


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Zaino fotografico Manfrotto MB MA-BP-TL

2. Lowepro Pro Runner 450 AW II


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Lowepro Pro Runner 450 AW II

3. X-Rite EODIS3 i1Display Pro


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: X-Rite EODIS3 i1Display Pro

4. Yongnuo YN600EX-RT TTL HSS


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Yongnuo YN600EX-RT TTL HSS

5. Yongnuo YN-568EX Speedlite Flash TTL


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Yongnuo YN-568EX Speedlite Flash TTL

6. Yongnuo YN-600 e YN-900 LED


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Yongnuo YN-600 e YN-900

7. Godox SK400 Professional Studio Flash SK Serie 220V Power Max 400WS


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Godox SK400 Professional Studio Flash SK Serie 220V Power Max 400WS

8. Sekonic SE L-308 S Flashmate Esposimetro


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Sekonic SE L-308 S Flashmate Esposimetro

9. Lexar Professional 2933X XQD 2.0 64GB


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Lexar Professional 2933X XQD 2.0 64GB

10. Slim PRO II Digital MC - Set filtri neutri composto da ND8, ND64, ND1000


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Slim PRO II Digital MC - Set filtri neutri composto da ND8, ND64, ND1000

11. Andoer Pro Q666C Treppiedi Monopod in Carbonio


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Andoer Pro Q666C Treppiedi Monopod in Carbonio

12. Manfrotto MKBFRA4-BH Serie Befree


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Manfrotto MKBFRA4-BH Serie Befree

13. Joby GorillaPod Focus con Ballhead X


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Joby GorillaPod Focus con Ballhead X

14. HAVOX - Studio fotografico light box - 60x60x60cm - LED Lighting 60W


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: HAVOX - Studio fotografico light box - 60x60x60cm - LED Lighting 60W

15. Neewer G4 QD 3-Assi Impugnabile Stabilizzata Gimbal


RECENSIONI UTENTI E LINK ALL'ACQUISTO: Neewer G4 QD 3-Assi Impugnabile Stabilizzata Gimbal

ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI:


12 maggio 2016

Manfrotto TwistGrip: il supporto universale per smartphone


Manfrotto ha lanciato TwistGrip, un supporto universale di alta qualità dedicato agli smartphone, innovativo nei materiali, nella tecnologia e nel design.

Il robusto corpo in alluminio di alta qualità, completamente Made in Italy, garantisce allo smartphone un supporto solido e sicuro durante le riprese foto e video. Grazie al sistema di bloccaggio, TwistGrip è facilmente adattabile a ogni modello di smartphone: la rotazione delle estremità e la manopola di chiusura consentono, infatti, di bloccare saldamente il proprio smartphone nella giusta posizione in pochi, semplici passaggi.

L’adattatore filettato da ¼", posto nella parte inferiore del morsetto, permette di collegare TwistGrip a qualsiasi tipo di treppiede fotografico, garantendo massima stabilità; mentre l’attacco a slitta, nella parte superiore, permette di integrare una luce LED, per foto e video perfetti in ogni situazione.

L’aspetto elegante, il design compatto, minimal e lineare rendono TwistGrip facile da trasportare e piacevole da utilizzare. Comodo da portare con sé in qualsiasi occasione, semplicemente ruotando le due estremità TwistGrip si trasforma in una sottile tavoletta, poco più grande di un accendino o di una Pen Drive.

Dedicato a tutti gli appassionati di fotografia mobile, il nuovo supporto per smartphone Manfrotto è perfetto in combinazione con il mini treppiede PIXI Manfrotto e la luce led portatile Lumie Muse Manfrotto.

TwistGrip Manfrotto è stato scelto da Apple come complemento ideale dei propri iPhone ed è acquistabile, insieme anche a PIXI e Lumie Muse, presso tutti gli Apple Store e sul sito www.apple.com (al prezzo di 49,95€), oltre che naturalmente sul sito web www.manfrotto.it.

11 maggio 2016

Instagram cambia logo e grafica


Instagram ha cambiato logo e grafica ma le funzioni dell'app restano inalterate.

L'azienda ha dichiarato: “Volevamo un logo più moderno, ma che mantenesse un legame con quello storico.

Ci piace pensare al nuovo logo come a una “porta colorata” dell’app di Instagram, ma, una volta entrati, crediamo che la maggior parte dei colori debba provenire dalle foto e video della nostra community”. 

Anche le icone delle app associate a Instagram cambiano forma: Layout, Boomerang e Hyperlapse.

Ecco come appare il mio profilo dopo l'aggiornamento:


Voi cosa ne pensate di questo aggiornamento di look? Io personalmente ero affezionato al vecchio logo e mi ci vorrà un po' ad abituarmi al cambiamento. 

I fotografi sono diventati come i piccioni


Riporto un bellissimo articolo di petapixel "Photographers Have Become Like Pigeons", il cui titolo tradotto letteralmente è "I fotografi sono diventati come i piccioni".

L'autore dell'articolo, con cui mi trovo perfettamente d'accordo, si lamenta di un certo modo di fare fotografia che sta rovinando l'intera categoria, questo in seguito a una serie di recenti fatti di cronaca, come per esempio la distruzione di un edificio storico nel sud della Florida, bruciato da un trio di fotografi nel tentativo di "dipingere con la luce.", più vicino a noi geograficamente la distruzione a causa di un selfie di una statua di Loggia dei Militi, risalente al 1700.

Basta fare una ricerca su google cercando notizie legate ad incidenti nel mondo della fotografia, la lista è lunga, io stesso pubblicai un articolo su incidente causato da un fotografo al Giro d'Italia!

Queste persone sono solo alcuni esempi di fotografi che hanno preso il mondo come il loro studio fotografico, ma sapete una cosa? Non lo è!

Quello che si tiene tra le mani è una macchina fotografica, una meravigliosa creazione di metallo, vetro e plastica, non si tratta di una licenza che vi permette di disobbedire a tutte le regole in nome della vostra arte.

Alcuni di voi colleghi fotografi stanno rendendo alcune bellissime aree off limits, siamo diventanti fastidiosi come i piccioni, testuali parole dell'autore dell'articolo:
Dear Baby Jesus in a Manger, we’ve become like pigeons: annoying, showing up everywhere and crapping on everything.
Molti di noi sicuramente hanno pensato "Quanto mi piacerebbe fotografare in quella zona anche se è vietato", cercando i contatti giusti e le autorizzazioni si potrà farlo secondo la legge, se non è possibile allora pazienza, il mondo è grande.

Volete che la fotografia sia una professione rispettata? Allora rispettate gli altri!

9 maggio 2016

Canon EOS 80D recensione e test sul campo


Nel video in basso il test sul campo realizzato da pmstudionews della Canon EOS 80D accoppiata allo zoom 18-135mm stabilizzato. Una combinazione molto adatta anche per i videomaker. Velocità e precisione di messa a fuoco, buona resa agli alti ISO, buona profondità colore.


8 maggio 2016

I vincitori del fotocontest di Instagram del mese di aprile 2016


Il Concorso fotografico di Instagram a tema "Il bianco e nero" del mese di aprile si è da poco concluso, nonostante sia stato il primo concorso da me organizzato è stato un successo, hanno partecipato più di 3500 persone da tutta Italia facendo apparire le loro foto nell'hashtag #bnmc1, non mi aspettavo un numero così alto di partecipanti, il livello era alto ed è stata davvero dura nominare dei vincitori.

Inizialmente avevo detto che avrei premiato una solo foto, poi guardandole ci ho ripensato e ho deciso di premiarne almeno tre (quelle che più mi avevano colpito) appartenenti a tre diversi generi fotografici: ritratto, paesaggio e architettura.

Chiedo scusa per questa decisione presa all'ultimo momento, del resto il contest è stato per me un test per capire come organizzarne un secondo, a tal proposito vi anticipo che probabilmente questo mese si terrà un nuovo concorso fotografico su instagram a partecipazione gratuita e con premio per il vicitore! 

A tal proposito vi consiglio di seguire il mio profilo instagram @marcocrupi88 e @fotografi_italiani per essere aggiornati su nuovi eventi e concorsi fotografici.

Ma passiamo ai vincitori del mese di aprile.

@Tiziano_998 - 1° Classificato per la categoria architettura



@vicio.75_photo - 1° Classificato per la categoria ritratti

Una foto pubblicata da Vincenzo (@vicio.75_photo) in data:


@nicolafi - 1° Classificato per la categoria paesaggi



Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, vi aspetto per il concorso fotografico del mese di maggio che organizzerò a breve!

Buona Luce.

6 maggio 2016

Come realizzare un reportage fotografico


Tutti gli articoli dedicati alla fotografia professionale li trovate qui: Fotografia professionale, risorse utili per i fotografi

Per il format didattico sulla fotografia prodotto da Around Gallery (www.aroundgallery.com), nel video in basso Massimo Di Nonno parla di come raccontare una storia per immagini.

Il reportage fotografico è un racconto per immagini. Per raccontare una storia è indispensabile conoscere bene il soggetto ed essere animati da un interesse verso l’argomento che si desidera trattare. Non è necessario prendere un aereo e volare dall’altra parte del mondo per trovare una storia degna di essere raccontata. Spesso anche le realtà dietro casa meritano la nostra attenzione. In ogni caso il reporter dovrà seguire un metodo nella costruzione del reportage che tenga in considerazione molteplici aspetti della narrazione per immagini.

Nato a Campobasso nel ’68, Massimo Di Nonno si trasferisce a Torino nel ’98 , dove realizza progetti di arte contemporanea con Annamaria Ferrero e inizia a lavorare come fotografo per l’agenzia Mediamind.

Nel 2003 si trasferisce a Milano dove lavora con l’agenzia Tam Tam e di lì a poco fonda con Samuele Pellecchia l’agenzia Prospekt.

Attualmente lavora come contributor di Getty Images e fa parte del collettivo Buenavista Photo. Ha realizzato reportage, mostre e pubblicazioni su temi d’attualità sociale, politica e ambientale. Ha pubblicato sulle più importanti testate nazionali ed internazionali. Nel 2012 realizza con Alessandro Tosatto, in occasione del decimo anniversario del terremoto in Molise, il documentario “Aspettando casa mia”. Nel 2015 realizza con Marzio Mian, Nicola Scevola e Nanni Fontana il web documentario The River Journal Project.



Articoli correlati:


4 maggio 2016

Recensione zaino fotografico Crumpler Fashionista


In questi giorni ho avuto il piacere di utilizzare lo zaino fotografico Crumpler Fashionista, la Crumpler è un'azienda tedesca che realizza zaini e borse fotografiche di alta qualità.

Per le semplici escursioni fotografiche in cui non necessitavo di troppa attrezzatura utilizzavo uno zaino fotografico decisamente economico (adatto comunque ad un uso in condizioni climatiche favorevoli) che ho deciso di sostituire con qualcosa di qualitativamente superiore ma al contempo versatile che tenesse al sicuro l'attrezzatura sia da urti improvvisi che dalla pioggia.

Lo zaino è interamente impermeabile (se fate caso all'immagine a fine articolo noterete che anche le cerniere sono rivestite per essere impermeabili), inoltre al momento dell'acquisto viene fornita una copertura anti pioggia.

Misura 36.0 x 47.0 x 18.0 cm ed ha una capienza di 27.37 litri, il suo peso è di 1300 grammi.

Nella prima immagine in basso potete apprezzarne la capienza, alla vostra sinistra c'è un'ampio spazio dedicato ad accessori quali filtri, schede di memoria ecc., mentre alla vostra destra nello scompartimento principale sono riuscito a farci entrare le mie tre mirrorless Panasonic (GX80, GX8 e GM5) e sei ottiche (incluse quelle montate sulle fotocamere), come potete vedere avanza spazio per un'altra ottica di grosse dimensioni, se utilizzate reflex potete farne entrare almeno due (con gli obiettivi montati) accompagnate da tre lenti di medie dimensioni.

Come in tutti gli zaini fotografici che si rispettino gli scomparti sono modellabili secondo le proprie esigenze grazie ai divisori a strappo.


In questa foto vi mostro lo scompartimento dedicato al computer portatile, io ho inserito senza problemi un macbook air, ma sia in altezza che in larghezza risulta esserci ancora spazio, per esempio un macbook pro non faticherebbe a entrare. 


Nella tasca frontale posizionata in basso ho inserito il mio iPad Air 2, come potete vedere c'è ancora spazio sia sui lati di esso che in altezza. In realtà la tasca grigia posizionata più in basso in questo scompartimento è fatta per ospitare un mouse e una serie di altri accessori.


La tasca frontale superiore la utilizzo per inserirci il power bank e altri accessori che potrebbero servirmi e per i quali non voglio aprire l'intero zaino.


Lo zaino è dotato di due tasche laterali davvero utilissime che aggiungono ulteriore spazio ad accessori extra nel caso in cui le tasche frontali non bastino più.


La fattura delle cuciture e delle cerniere è di altissima qualità, le linguette per aprire le cerniere sono in pelle.

Il materiale con cui è realizzato è il 1000d Chicken Tex Supreme Nylon e all'interno l'imbottitura è foderata con il Ripstop 210T Nylon.


Lo zaino è molto confortevole, la parte posteriore che andrà a poggiare sulla schiena è imbottita e traspirante, così anche gli spallacci regolabili e le alette laterali, inoltre è presente un cinturino regolabile sul pettorale. 



CONCLUSIONI

Lo zaino come suggerisce il nome è stato concepito anche per avere un'aspetto gradevole, ed è unisex, il suo prezzo di 189 euro è totalmente giustificato dalla qualità dei materiali e dall'ottima fattura, sono soldi ben spesi per proteggere attrezzature che valgono migliaia di euro.

Nel video in basso potete vedere come si presenta dal vivo.


Il Self Publishing per il fotografo, tipologie di libri fotografici, consigli e strategie nel mondo dell'editoria


Tutti gli articoli dedicati alla fotografia professionale li trovate qui: Fotografia professionale, risorse utili per i fotografi

Per il format didattico sulla fotografia prodotto da Around Gallery (www.aroundgallery.com), nel video in basso Andrea Boscardin parla del Self Publishing. Una possibilità per il fotografo di concretizzare i suoi progetti e diventare editore di se stesso.

Oggi il fotografo ha un’opportunità in più per finalizzare e mostrare i suoi progetti al pubblico: diventare editore di se stesso.

Grazie all'evoluzione del digitale è diventato possibile accedere alla stampa che è sempre stato un ambiente in mano alla grande editoria principalmente per la necessità di realizzare grandi tirature.

Il fotografo che si autoproduce può scegliere autonomamente i vari materiali che daranno vita al suo lavoro: tipo di carta, supporti, rilegature, inserti, senza dimenticare l’attività promozionale partecipando a fiere di settore e ampliando una rete di contatti costituita da professionisti che condividono la stessa attività e che possono diventare validi collaboratori di un progetto collettivo.

Fotografo ed editore della casa editrice Rumore Nero (rumorenero.tumblr.com), Andrea Boscardin (www.andreaboscardin.com) si avvicina alla fotografia documentaria dopo aver lavorato come fotoreporter e videomaker. Attualmente vive e lavora a Parigi.

Dopo la visione del video in basso vi consiglio il seguente articolo: Come pubblicare un libro fotografico


1 maggio 2016

Pranzo in cima al grattacielo, la controversa storia della foto iconica scattata nel 1932


Questo articolo appartiene alla rubrica: Le foto che hanno fatto la storia

La fotografia intitolata "Lunch atop a Skyscraper" (in italiano "Pranzo in cima al grattacielo") ha una storia molto affascinante alle sue spalle, fu scattata a New York durante la costruzione del RCA Building (rinominato GE Building nel 1986) del Rockefeller Center.

La foto, scattata il 20 Settembre del 1932, ritrae undici operai durante la pausa pranzo, seduti con le gambe penzoloni su una trave a 256 metri di altezza (corrispondente al 69° piano), per scattarla non è stato utilizzato alcun trucco prospettico e non si tratta di un fotomontaggio come qualcuno ha ipotizzato, basta vedere la foto scattata allo stesso fotografo (l'ultima in questo articolo) per capire che la sessione di scatto è stata realizzata ad altezze elevate.

La fotografia apparve il 2 Ottobre nel Sunday photo come supplemento del New York Herald Tribune, il negativo in vetro è ora di proprietà di Corbis, che acquistò l'immagine dall'archivio Acme Newspictures nel 1995.

Questa immagine è stata per lungo tempo oggetto di dibattito.

Lunch atop a Skyscraper non è uno scatto spontaneo come si è a lungo creduto, gli archivisti sono concordi sul fatto che la foto è stata costruita ad arte per conto della Rockefeller Center allo scopo di promuovere il suo nuovo grattacielo. Sebbene i soggetti nella foto fossero realmente operai che lavoravano li, furono messi in posa e fotografati da diversi fotografi.

Questa verità è emersa grazie a una dichiarazione che Ken Johnston, archivista di Corbis, rilasciò all'Independent.

Inoltre aggiunse che è l'immagine storica più venduta da Corbis Images e top tra le fotografie storiche iconiche nel catalogo dell'agenzia, insieme alle foto di Albert Einstein e Martin Luther King.

Il negativo originale della fotografia è conservato in un impianto a temperatura controllata nelle Iron Mountain in Pennsylvania. Johnston ha definito questa foto "un pezzo di storia americana".


Questa foto intitolata "Men Asleep on a Girder" è stata scattata lo stesso giorno ai medesimi soggetti e secondo gli archivisti è un ulteriore prova che dimostra come fosse stato tutto solo una sessione di scatto programmata a tavolino.

I soggetti nella foto, non fu facile rintracciare gli undici operai ritratti nell'immagine, l’agenzia Corbis assunse degli investigatori privati e mise degli annunci sul giornale per cercare di trovarli, solo alcuni sarebbero stati identificati con certezza:

Partendo da sinistra, il terzo è Joseph Eckner, il quarto è Michael Breheny, il quinto è Albin Svensson e il numero sei con la sigaretta è Peter Rice, un fabbro di Mohawk in Canada. Il primo uomo di destra è Gusti (Gustáv) Popovič, slovacco, dal villaggio di Vyšný Slavkov nel distretto di Levoča. Gusti era in origine un boscaiolo e falegname. Nel 1932 ha inviato alla moglie Mariska una cartolina contenente questa fotografia su cui ha scritto: "Non preoccuparti cara Mariska, come puoi vedere sono ancora con la bottiglia. Tuo Gusti.". È tornato a Vyšný Slavkov, all'inizio della seconda guerra mondiale ed è diventato un contadino, ma verso la fine del conflitto Gusti fu ucciso da una granata esplosa nel suo villaggio. La sua tomba (in comune con quella di Mariska) è nel cimitero di Vyšný Slavkov. Il terzo da destra è Joe Curtis. Il quarto da destra è presumibilmente l'irlandese Francis Michael Rafferty insieme al suo migliore amico e collega irlandese, Stretch Donahue, seduto alla sua destra.

Proprio le loro storie sono diventate argomento del documentario “Lon sa Speir” (titolo gaelico per “Lunch in the Sky) diretto dal regista irlandese Eamonn O Cualain.

Il fotografo, l'immagine venne originariamente attribuita a "Ignoto" e successivamente ed erroneamente a Lewis Hine, che in quegli anni era diventato famoso per aver documentato la costruzione dell'Empire State Building.

Ma nel 2003, la Corbis, in occasione dei cento anni dalla nascita di Otto Bettmann (il fondatore del primo nucleo della società) decise di lanciare un appello sui principali quotidiani americani per trovare l'autore dello scatto e incaricò un'agenzia privata per l’analisi delle prove presentate dalla moltitudine di fotografi che reclamavano la paternità dello scatto.


Joyce Ebbets moglie dell'ormai defunto Charles Clyde Ebbets (morì nel 1978 per via di un tumore) portò come prova una fotografia del marito mentre lavorava come reporter sulle travi dello stesso grattacielo, alcune lastre fotografiche di immagini contestualizzabili nella stessa sessione di lavoro, ed una ricevuta di compenso straordinario del giornale che pubblicò la fotografia e che riconosceva al fotografo una indennità extra per la pericolosità degli scatti.

Dopo poco più di 70 anni, Charles Clyde Ebbets venne ufficialmente riconosciuto come l’autore di “Lunchtime atop a skyscraper”.

La signora Ebbets e i suoi figli furono invitati alla cerimonia ufficiale nel 2003, che si tenne proprio sul terrazzo del GE building, dove ebbero la sorpresa di incontrare i discendenti degli operai immortalati nello scatto.

Un'ultima curiosità:

Durante tutto il suo periodo come allenatore del Manchester United, Sir Alex Ferguson usò questa immagine come strumento motivazionale, mostrandola a tutti i suoi giocatori. Da notare che ci sono undici uomini nella foto, come i componenti di una squadra di calcio, Sir Alex diceva: "Qual è la cosa più grande che i giocatori di una squadra possono fare? Sacrificare la propria vita per l'altro e, a volte, quando uno cade due possono salvarlo."