30 novembre 2009

MANI per Messina per aiutare le vittime dell’alluvione messinese del primo ottobre 2009


Emozionante, carico di energia, rabbia e tanta positività. È MANI il brano inedito che apre l’omonima compilation realizzata da 14 rappresentanti di una viva scena musicale messinese. Attraverso suoni trascinanti e poetiche ispirate, esprime con forza il travaglio e la voglia di rivendicazione di una popolazione intera. Quattordici background diversi per un brano, una compilation e un obiettivo comune a tutti: aiutare i concittadini vittime dell’alluvione messinese del primo ottobre 2009.

Nel cd trovano spazio la freschezza di Doctor Com, Demo Mode e La Cospirazione, la dolce schizofrenia dei Sans Papier, la leggerezza elettronica dei D-Synth, l'energia rock dei Tiresia e quella più british dei Bruslii, la potenza progressive dei Memories Lab, la psichedelia de La Muga Lena, l'eleganza dello Spell Trio, le note scure dei Privè e la romanticità dei Blind Violet. A tutto questo si aggiunge la voce di Toti Poeta e la chitarra di Oratio per un disco di quindici canzoni che testimonia l’esistenza a Messina di una realtà musicale attiva davvero.

In vendita da metà dicembre al prezzo di 6,50 €, è possibile prenotare MANI già da adesso sul questo sito: http://www.manipermessina.it/. I ricavi saranno interamente destinati a progetti di sostegno e di promozione sociale co-finanziati dalla Caritas diocesana di Messina.

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28 novembre 2009

La migliore Bridge: Fuji FinePix S100fs - Caratteristiche e Opinioni

La Fuji FinePix S100fs è considerata la migliore Bridge sul mercato, vediamo subito il perché.

Questa macchina fotografica ha un sensore da 2/3" (8,80 x 6,60 mm, 0,58 cm2), mentre la sua evoluzione la S200 EXR ne monta uno più piccolo da 1/1,6" (7,78 x 5,83 , 0,45 cm2).

La FinePix S100fs ha il sensore di dimensioni maggiori rispetto a tutte le compatte attualmente in commercio.

Il motivo per cui per cui la maggior parte delle bridge montano un sensore 1/2,33" è per offrire senza troppi sforzi tecnologici uno zoom con una escursione focale esagerata fino a 24x (Pentax X70) corrispondente ad un 24-640mm. Ovviamente poi in questi sensori ci vengono pigiati anche 12 magapixel che in teoria consentono ingrandimenti fino a 30x40 cm. In pratica con un sensore così ridicolmente piccolo e 12 milioni di pixel è impossibile sperare di impostare una sensibilità da 400 ISO in su senza l'inevitabile disturbo del rumore elettronico.

Poi c'è la questione del tipo di sensore, isuper CCD della fuji hanno una ottima dinamica, di gran lunga superiore alla concorrenza, ma perdono molto terreno quando si tratta di alzare gli ISO.
11 megapixel per questo tipo di macchine fotografiche mi sembra più che sufficiente, andare oltre sarebbe un esagerazione, possiede un lunghissimo zoom stabilizzato che arriva fino a 400mm.

L'unico difetto è il rapporto qualità prezzo, che gira intorno ai 500 euro (ma scenderà rapidamente di prezzo e sarà un affare), con questa cifra si potrebbe comprare una reflex entry level, ma una volta comprata la spesa non finisce qui, ci sono da comprare le ottiche e da fare una serie di spese aggiuntive, chi non vuole spendere troppo per questo hobby è meglio che si compri la Fuji FinePix S100fs.

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Obiettivo vecchio su Macchina fotografica Reflex nuova

I vecchi obiettivi nonostante l'età possono essere ancora utilizzabile, del resto una buona ottica rimane sempre una buona ottica ma per le leggi del mercato è destinata a scendere di prezzo nel tempo, quindi perché non approfittarne per comprarne una professionale a prezzi ridicoli?

C'è anche il caso che molti passando dalla pellicola al digitale siano rimasti con queste eccellenti ottiche e non hanno intenzione di metterle a riposo.

Tipici quesiti quando ci si appresta a montare un obiettivo vecchio su una Reflex nuova sono: "Ho visto che gli obiettivi per le DX non hanno la ghiera dei diaframmi perché la regolazione viene fatta dal corpo macchina.
Come mi comporto con quelli che la hanno? Dovrò disabilitare qualcosa nel menu? Vale il valore che metto sulla ghiera dell'obiettivo? Insomma come devo usarli?"

La risposta è: Se sono obiettivi AF, si deve ruotare la ghiera dei diaframmi su f22, o sul valore più alto, e montare l'obiettivo. Tutto qua, non devi fare altro. Se monti l'obiettivo con la ghiera su un'altra posizione, la macchina non lo riconosce e vedi il segnale EE sul display superiore.

Se sono obiettivi AI, la macchina funziona, ma solo in modalità manuale (compresa la messa a fuoco).

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27 novembre 2009

Nikon D300s o Nikon D300? Differenze, Caratteristiche e Opinioni

Nikon D300s questa nuova reflex ha stimolato la mia curiosità e sono andato a fare qualche ricerca nel web e a chiedere info nei forum di fotografia.

Leggendo i test su strada, nelle riviste, pare sia migliorata, ma non tanto rispetto alla D300.

E' sostanzialmente la stessa macchina ma con qualche rivisitazione, la cosa impressionante è che la D300 è uscita nel 2007 e anche nella versione "s" non si vedono grossi cambiamenti, pare anche che si stiano preparando al lancio di una D400 per tenere il passo di Canon con la 7d?

Di fatto se non interessano i video non si vuole spendere una cifra forse è ancora conveniente come rapporto qualità/prezzo la D300 che si trova a molto meno, comprandola di seconda mano (BUONA) si può fare l'affare.

Tecnicamente di migliore c'è una certa tenuta sugli alti iso, anche se secondo i possessori della D300 è già parecchio buono.

Parere di un possessore della D300s:

Io ho la 300s ma non ho mai posseduto la 300.
E' vero che dicono che sia stata migliorata circa gli alti iso, però dico sinceramente provata vicino a una 300 non ho notato questa abissale differenza.
A 1600 il rumore comincia a fuoriuscire e mi pare che anche sulla 300 è lo stesso.
Può essere comodo il doppio slot, ma per un uso amatoriale non è una cosa fondamentale, sopravvivevo anche senza.
I filmati è vero li fa, ma è talmente scomodo il discorso della messa a fuoco da farti passare la voglia.

In sostanza è meglio comprarsi una D300 usata in buono stato e con i soldi che si sono risparmiati comprarsi una buona ottica.

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26 novembre 2009

NOT A CRIME - La Fotografia non è un crimine

INTRODUZIONE

Io ritengo che la privacy ed il diritto d'autore, in Italia, siano regolati da norme poco chiare le quali tutelano, insieme ad alcuni diritti sacrosanti, anche dei diritti a inesistenti. Ed il prezzo più alto per l'inadeguatezza di queste norme viene purtroppo pagato dai fotografi, i quali si vedono negata la facoltà di pubblicare liberamente le loro fotografie ogni qualvolta in esse compaiano delle persone riconoscibili. Questo vale anche se le persone ritratte non costituiscono il soggetto principale della foto (ad esempio nel caso di semplici passanti in una strada affollata), anche se le immagini non ledono la dignità ed il buon nome dei soggetti, anche se le foto non hanno fini di lucro. Il fotografo può pubblicarle soltanto se tutti i soggetti riconoscibili che vi compaiono concedono per iscritto il loro consenso. Le eccezioni previste dalla legge sono davvero poche e riguardano alcuni casi ovvi (foto di personaggi famosi, di manifestazioni pubbliche, etc.) o la tutela di diritti considerati più "forti" (ad esempio il diritto di cronaca).

Qualcuno penserà: "ma che problema c'è a farsi firmare una liberatoria?" Il problema nasce dal fatto che tale incombenza spesso si rivela di impossibile applicazione pratica. In conseguenza di ciò, molte fotografie sono condannate a rimanere per sempre rinchiuse in un cassetto e a non poter essere legittimamente utilizzare neanche nelle forme più innocenti, come ad esempio per la partecipazione ad una mostra fotografica o la pubblicazione sul sito web personale dell'autore. Questa discutibile normativa finisce per far nascere nelle persone un'ingiustificata fobia nei confronti della rappresentazione fotografica della propria immagine, alimentando una remora culturale di non poco conto che spinge molti ad invocare questa sorta di super-diritto, tutelato niente meno che per legge. Che si tratti di una legge mal concepita ed anacronistica poco conta!

La legge di cui stiamo parlando è la n. 633 del 22 aprile 1941 (e successive modifiche), la quale disciplina la protezione del diritto d'autore. Di particolare interesse sono gli articoli 96 e 97. Il primo stabilisce il principio secondo il quale, per l'esposizione del ritratto di una persona, occorre il suo consenso. Il secondo definisce le eccezioni ammesse a tale principio (personaggio pubblico in situazioni che non ledano il suo buon nome, persona comune ripresa nell'ambito di un avvenimento pubblico, etc.). Alcune leggi successive (ad esempio quella sulla privacy), pur aggiungendo qualche elemento di novità, non hanno tutto sommato modificato molto la situazione dal punto di vista dei fotografi.

Gli aspetti della legge che si prestano ad interpretazioni poco chiare sono parecchi. Ad iniziare dalla definizione stessa di avvenimento pubblico o dalla valutazione di quando (e quanto) uno scatto si possa considerare inserito nel contesto di un tale avvenimento (a volte basta una zoomata un pò più stretta sul soggetto per fare in modo che la situazione ambientale in cui la ripresa è avvenuta diventi meno chiara e percepibile). Oppure la valutazione di quando (e quanto) un'immagine leda il buon nome ed il decoro del personaggio ripreso. Purtroppo non esiste (né potrebbe esistere) una classificazione oggettiva dell'infinita casistica possibile ed in molte circostanze il metro di valutazione appare troppo legato a fattori culturali e locali, oltre che alla discrezionalità dell'eventuale giudice chiamato a pronunciarsi.

I problemi nascono soprattutto dal fatto che questa legge è vecchia. Essa è stata scritta in un'epoca nella quale la fotografia era ristretta a poche persone e la visione delle foto amatoriali era limitata al più allo sfogliare in salotto l'album di famiglia o al guardarsi le foto ricordo di qualche viaggio. Quindi è facile intuire come chi ha scritto questa legge, agli inizi degli anni '40, non abbia per nulla ravvisato la necessità di tutelare i diritti dei fotoamatori, ma che si sia piuttosto preoccupato di quei soggetti che più temevano per la propria riservatezza (personaggi pubblici, uomini politici, etc.) o per la propria immagine (attori, modelle, etc.).

UN DIRITTO INESISTENTE

Ciò che dovrebbe essere giustamente vietato per legge è la possibilità che vengano divulgate immagini che possano essere pregiudizievoli per i soggetti ripresi, dalle quali si possano evincere informazioni sensibili (religione, politica, salute, etc.) o che invadano "troppo" la sfera intima delle persone (vita privata, abitudini sessuali, etc.). Inoltre, se una foto viene scattata a fini di lucro, non c'è dubbio che il soggetto ripreso ne debba essere informato, avendo egli tutto il diritto di richiedere un compenso o una percentuale sui guadagni del fotografo. Queste considerazioni sono del tutto ovvie e nessuno si sognerebbe di metterle in discussione.

I problemi nascono invece dall'esasperazione del concetto di privacy. Se io voglio pubblicare sul giornalino di quartiere, o inserire nel mio sito Internet, o magari far partecipare ad un concorso fotografico una foto ripresa per strada dove appaiano alcune persone riconoscibili, non posso farlo. A meno che non sia stato in grado di procurarmi la previa autorizzazione di questi sconosciuti. Altrimenti, posso anche buttar via le foto. Anche nel caso in cui questi involontari soggetti non costituiscano il soggetto principale della foto e la loro identità sia del tutto irrilevante ai fini del messaggio fotografico. Anche quando non sono stati ripresi in qualità di persone specifiche, ma soltanto come personaggi che casualmente popolano la scena ripresa.

IL FOTOGRAFO E LA LEGGE ATTUALE

In alcuni casi non è affatto difficile farsi firmare la liberatoria dal soggetto ripreso ed osservare alla lettera i dettami della legge. Un fotografo che si diletti nel ritratto fotografico, ad esempio, conosce probabilmente il soggetto ripreso, trascorre con lui un bel pò di tempo per preparare lo scatto e presumibilmente non incontra difficoltà alcuna nel farsi firmare da questi una liberatoria. Anzi, in tali casi, il soggetto sicuramente gradisce la pubblicazione della foto e ben volentieri concede il suo consenso scritto. Ma purtroppo le cose non sempre sono così semplici. Ci sono alcune branche della fotografia per le quali diventa davvero difficile, per non dire impossibile, che si riesca a rispettare la legge. Prendiamo ad esempio la street photography o il reportage, due generi fotografici che si svolgono per strada e che si nutrono di scatti colti al volo fra la gente. Agli appassionati di questo genere di foto, purtroppo non rimangono che tre possibilità: o rinunciare del tutto a scattare, o scattare ugualmente tenendosi poi le foto nel cassetto, o non rispettare la legge.

Perché la quarta via, quella della pubblicazione delle foto nel rispetto della legge, è di fatto impossibile da percorrere. Farsi firmare la liberatoria costituisce quasi sempre un'impresa destinata all'insuccesso. Immaginate una fotografia fatta per strada in una grande metropoli. Immediatamente dopo aver scattato una foto al volo, il fotografo dovrebbe essere in grado di individuare, rincorrere e raggiungere tutte le persone riconoscibili appena inquadrate. E già questo è di fatto irrealizzabile. Ma ipotizziamo pure, per assurdo, che egli ci riesca: mi spiegate che motivo avrebbe un ignoto passante di firmare a titolo gratuito, ad un perfetto sconosciuto, un documento nel quale deve peraltro fornire per iscritto i suoi dati personali? Ovviamente il rifiuto è assicurato.

Provocatoriamente, il fotografo Umberto Verdoliva si è inventato un genere fotografico nuovo: la street photography senza facce! Guardate questa galleria di immagini (clicca qui).

Molti come me che praticano la Street e che espongano le proprie opere hanno la speranza che i soggetti delle loro foto, quand'anche se ne accorgano, non abbiano voglia e tempo per adire le vie legali. E poi, se anche si arrivasse ad un improbabile giudizio e si soccombesse, mi dite che valore monetario potrebbe attribuire un giudice all'immagine di una persona comune, personaggio non noto, ripresa fortuitamente per strada in un normale atteggiamento da passante? Quanto potrebbe essere valutato il danno?

COSA SI PUO' FARE?

Non c'è alcun dubbio che la vita dei fotografi sia diventata veramente dura. Se fotografi un'abitazione privata ti prendono per ladro. Se fotografi edifici pubblici ti prendono per terrorista. Se fotografi dei bambini ti prendono per pedofilo. Stazioni, aeroporti e infrastrutture militari neanche a parlarne. Nei musei e nelle chiese è quasi sempre vietato fotografare. Perfino i paesaggi devi farli a mano libera perché se poggi il treppiedi a terra si configura il reato di occupazione abusiva di suolo pubblico. Come se tutto ciò non bastasse, ci si mette anche un malinteso senso della privacy ad aumentare le paure e le fobie delle persone, sempre più stressate ed esaurite.

Recentemente, in Inghilterra, la rivista "The British Journal of Photography" ha sostenuto la campagna "Not A Crime", chiamando tutti i fotografi ad unirsi a una protesta contro la manovra del governo che impone norme restrittive applicabili a professionisti e ad amatori (perfino ai turisti) che scattano fotografie in luoghi pubblici. Moltissimi fotografi hanno aderito all'iniziativa inviando un loro autoritratto con un cartello "Not a Crime" o "I'm not a Terrorist". Guardate il simpatico slide-show contenuto nella home page dell'organizzazione (clicca qui). Forse si è trattato di una goccia di protesta nell'oceano dei pregiudizi esistenti, ma la campagna ha avuto abbastanza successo ed è riuscita comunque a far parlare di sé.

E in Italia? Cosa si potrebbe fare di concreto per modificare la normativa vigente? Un utente di un forum di fotografia, con il quale dibattevo su questo tema, si diceva convinto che se le disposizioni che attualmente disciplinano il diritto d'autore approdassero in Corte Costituzionale verrebbero demolite. Chissà se è davvero così. Però sarebbe bello vedere il nostro legislatore occuparsi anche di questo. Ma forse noi fotoamatori non siamo una lobby abbastanza potente e temibile.

ARTICOLO CORRELATO: Fotografia Copyright e Privacy quello che un fotografo deve sapere

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Stabilizzatore VR o no? Utilità e caratteristiche

Molti hanno il dubbio se comprare un obiettivo stabilizzato o no, tra i 2 c'è una differenza di costo e spesso si possono trovare vecchi obiettivi senza VR con una resa ottica elevata e con un prezzo molto basso.

Secondo me lo stabilizzatore è sempre utile, certo, su una certa gamma di focali (come con un 18-55) se ne può anche fare a meno, nella fattispecie la versione VR dell'ottica ha un rendimento migliore di quella non VR quindi è consigliabile il VR anche per via della resa ottica al di là dell'uso del VR.

La differenza tra un obiettivo VR ed uno non VR è assoluta, cambia proprio lo schema ottico, del resto c'è il gruppo VR in più come minimo.
Il 18-55 non VR è in due serie, entrambe hanno 7 lenti in 5 gruppi, uno schema molto semplice (anche se efficace), la versione VR invece ha 11 lenti in 8 gruppi, quindi 4 lenti in più con tre gruppi in più.

Stesso discorso per il 55-200 vr e non: 13 lenti in 9 gruppi per la versione non vr, contro le 15 lenti in 11 gruppi per la versione VR. In questo caso cambia anche la distanza di messa a fuoco (poco meno di un metro per la versione non VR ed 1,1 metri per la versione VR).

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25 novembre 2009

Obiettivo luminoso, è sempre meglio? Caratteristiche e considerazioni


Sul Forum di Fotografare.com ho trovato una discussione molto interessante che intendo trasformare in forma di articolo.

In linea di principio l'ottica luminosa è migliore per un fatto di costruzione.
Teoricamente dovrebbero essere equivalenti, ma l'ottica luminosa deve essere progettata con maggior cura, deve essere costruita con altrettanta maggior cura, alla fine costa molto di più, pertanto deve garantire una miglior resa.

Tra il 16-35/2,8 L e il 18-55/3,5-5,6 entrambi Canon EF c'è una differenza di prezzo di quasi 20 volte e una differenza di resa notevolissima, basta prenderli in mano per accorgersi che il primo pesa 10 volte tanto, è senza giochi, ha delle lenti molto più grandi e soprattutto ha poca plastica.
L'altro invece è tutto di plastica.
Per carità, per quello che costa bisogna dire che è un mezzo miracolo quello che fa, ma la differenza si vede tutta, eccome, anche stampando la foto solo un pò ingrandita.

Uno zoom Nikon f2.8 non si trova a meno di 1000 euro e questo la dice lunga sul progetto, la costruzione ed i materiali impiegati.
Quindi si può dire che, genericamente, un'ottica 2.8 è sempre migliore di una a numero f variabile.
Ovviamente questo in linea pratico/teorica, perché sul campo la resa ed il timbro dei vetri cambiano e li si va incontro a gusti ed esperienze personali.

Le ottiche fisse in genere sono sempre migliori, non tanto per il loro valore F2.8 o meno. Qui conta la semplicità del progetto e dello schema ottiche che fa salire la qualità ottica automaticamente.
Ci sono zoom professionali che si avvicinano (o sono simili) alla resa delle fisse ma costano molto (e sono tutti sicuramente 2.8).
Difficilmente le ottiche fisse, genericamente, sono peggiori degli zoom, che sono sempre dei compromessi.
Buoni o cattivi, ma sempre compromessi.

La grande differenza sta anche nel controllo della qualità. Se costruisco un'ottica professionale, voglio lenti perfette al 100%, quindi avrò un tot. di vetri buttati perché non idonei. Nel caso invece di un obiettivo più scarso e meno luminoso, intanto avrò lenti di minor misura, e probabilmente rientreranno nei miei standard la quasi totalità dei vetri ordinati.

Conseguenze
- Per realizzare un buon obiettivo luminoso, se ho 100 lenti di grande diametro costate 100€ ma ne posso usare 50, per recuperare la perdita (quelle non usate) dovrò far pagare il pezzo 200€.

- Per fare invece un obiettivo meno luminoso e di minor qualità, di 100 lenti di piccolo diametro costate 50€ posso usarne diciamo il 90-95%, con un costo finale pressoché invariato.

Ecco quindi come un buon obiettivo arrivi a costare 4 volte di più di uno più scarso.

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24 novembre 2009

Facebook gruppo di Fotografia: Blog Fotografico - Fotografia Arte


Il mio blog fotografico approda su Facebook!

Iscrivetevi se volete ricevere le news sui nuovi articoli pubblicati nel blog e potermi contattare tramite la bacheca.

Questa la descrizione del gruppo:

Un gruppo per rimanere sempre aggiornati sul mondo della Fotografia.

Tutorial sulla tecnica fotografica e sul fotoritocco, articoli di fotografia e News sulle ultime innovazioni tecnologiche in campo fotografico.


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Lo Stretto di Messina e i suoi colori - Foto di Messina, Fotografie e Immagini

Questa fotografia dello Stretto di Messina l'ho realizzata all'alba, sono davviero fiero di questa fotografia, l'alba sullo stretto è qualcosa di magico.


Lo stretto di Messina fotografato in diversi periodi dell'anno e da diversi punti della città.



Lo stretto di Messina fotografato dalla strada panoramica, la prima foto è stata scattata con una Nikon D90 mentre la seconda con una Kodak P850, da notare le differenze cromatiche tra le due e i bellissimi colori del nostro mare.

Quest'ultima foto ho deciso di intitolarla la bandiera dello Stretto per via dei 3 differenti colori del mare dovuti alle diverse profondità. (dovete sapere che arrivati alla fine della striscia azzurrina c'è un improvviso "vuoto", un repentino cambio di profondità, se un giorno farete il bagno all'ombra del pilone ve ne accorgerete).


Queste sono solo alcune delle foto della mia città e dello stretto di Messina, per vedere le altre andate al seguente link: FOTO DI MESSINA - http://marcocrupifoto.blogspot.com/2009/11/foto-di-messina-fotografie-e-immagini.html

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Sigma 17-70mm f2.8 o Sigma 24-70mm f2.8?

Per operare una scelta serve sapere su che corpo macchina si vuole montarlo, che tipo di foto si devono fare e quindi che lunghezze focali si devono coprire.

Il 17/70 f2,8-4,5 ha un angolo di campo molto più ampio del 24/70, ma ha un cerchio di copertura ridotto cioè lo si può usare solo su sensori aps-c; mentre il 24/70 è a formato pieno e quindi lo si può usare sul 24x36 (o FF), come sul formato aps-c ma su quest'ultimo si avrebbe una angolo di campo ridotto dal fattore di moltiplicazione del sensore.

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20 novembre 2009

Come diventare un Fotografo

La foto alla vostra sinistra nell'articolo è stata realizzata da Umberto Verdoliva.

Questo post riguarda soprattutto i novizi (ma farebbe bene anche ai più esperti, non si finisce mai di imparare)e chi si avvicina da poco a questo campo e ha bisogno di una guida e dritte utili per ottenere i primi risultati.

Per diventare un fotografo di buon livello occorrono essenzialmente due cose, passione e spirito di sacrificio.

La tecnica è molto importante quindi si deve studiare la teoria e fare molta pratica, non ascoltate chi dice "io non ho bisogno della tecnica perché ho la fantasia e mi baso solo sulle emozioni" , non bastano, la tecnica è necessaria per comunicare le proprie emozioni a chi guarda, non è solo utile per realizzare delle belle immagini.

Per diventare un fotografo professionista consiglio la lettura di questo articolo: Come si diventa un fotografo professionista

Il primo problema di un aspirante fotografo è quello della strumentazione, l'acquisto di una macchina fotografica è sempre stato un dilemma per tutti e questa serie di articoli la ritengo molto utile a tal fine:

Ora abbiamo il nostro apparecchio fotografico e come prima cosa andiamo a fare delle foto per testarlo e prenderne confidenza, ci divertiamo un mondo, fotografiamo la qualunque e arrivati a casa carichiamo le foto sul pc, qui inizia la prima delusione, le foto non hanno i colori che ci aspettavamo, sembrano poco nitide e non trasmettono le emozioni che vogliamo.
Come nella fotografia a pellicola quella in digitale ha bisogno di interventi in post produzione, la camera oscura del digitale è il pc, per molti il fotoritocco non è fotografia, ma dipende anche di che livelli di fotoritocco parliamo, a questo proposito consiglio la lettura di questo articolo: Il Fotoritocco è lecito?

Tornando a noi, questi articoli trattano della post produzione essenziale da effettuare su una foto:

Queste sono le basi della post produzione che dovete ben tenere a mente per poi passare a sperimentare e documentarvi su altre possibilità.
Vi segnalo anche una raccolta di Tutorial per Photoshop molto completa.

Abbiamo parlato fino ad ora (o meglio accennato) della strumentazione e della post produzione, ma una buona macchina fotografica e Photoshop non bastano! Dobbiamo anche imparare almeno le basi e le tecniche fondamentali della fotografia.
Un buon fotografo ha un modo di vedere le cose diverso dalla gente normale, ecco un altro articolo utile a tal proposito su Come Sviluppare e allenare l'occhio fotografico.
Inoltre guardare le foto dei Grandi maestri è molto istruttivo.

Questi sono articoli inerenti la Tecnica fotografica che considero essenziali:
Queste elencate fino ad ora le tecniche fotografiche di base che si devono conoscere, ma ovviamente sono solo una piccola parte di quelle esistenti. Cercate nelle varie sezioni del blog per scoprire altre tecniche fotografiche, tutorial sul fotoritocco e tutto quello che riguarda il mondo della fotografia.

Ritengo necessario anche la lettura di libri di fotografia, in questo articolo trovate una lista di quelli che ritengo i più validi: Libri di fotografia - libri di tecnica fotografica, storia della fotografia e interpretazione dell'immagine

Una cosa che reputo essenziale per arrivare a un buon livello è il confronto con gli altri, consigli e critiche costruttive ci aiutano molto a crescere.

Spero di esservi stato utile, Buona luce a tutti.

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18 novembre 2009

La prima macchina fotografica digitale risale al 1975


Un’immagine della prima fotocamera digitale al mondo, prodotta da Kodak ed ideata nel 1975 da Steven J. Sasson, pesava poco meno di quattro chili, aveva la dimensione di un tostapane e produceva un’immagine di 0,01 megapixel, che in un tempo di 23 secondi veniva registrata su cassetta digitale.

Il prototipo venne regolarmente brevettato e finì nel cassetto, etichettato come progetto divertente ma troppo in anticipo rispetto ai tempi. Alla presentazione infatti vennero poste diverse domande: chi vorrebbe vedere le proprie foto sulla TV? Come dovrebbero essere archiviate le immagini? Quando sarebbe giunta sul mercato quest'invenzione? I progettisti seppero rispondere con chiarezza solo a quest'ultima domanda, applicando la legge di Moore e stimando 15-20 anni di tempo, ovvero un anno fra il 1990 e il 1995.


    15 novembre 2009

    La prima fotografia della Storia, di Joseph Nicéphore Niépce scattata nel 1826


    Questo articolo fa parte delle rubriche:


    La prima vera fotografia fu scattata da Joseph Nicéphore Niépce nel 1826 su Bitume di Giudea (sostanza che possiede la proprietà di divenire insolubile in olio di lavanda dopo che lo stesso è stato esposto alla luce).

    Il tempo d'esposizione di 8 ore causa l'impressione che gli edifici siano illuminati dal sole sia da destra sia da sinistra.

    In realtà questa non fu la prima foto fatta da Niépce. Nel 1816 ottenne la sua prima immagine fotografica (che ritraeva un angolo della sua stanza di lavoro) utilizzando un foglio di carta sensibilizzato, probabilmente, con cloruro d'argento. L'immagine, tuttavia, non poteva essere fissata permanentemente, cosa invece che gli riuscì nel 1826 con questa "foto" al Bitume di Giudea.

    Alcuni ricercatori affermano che la prima foto sia da attribuirsi a Thomas Wedgwood, un inglese, che aveva effettuato studi sul nitrato d'argento, se fosse vero, anticiperebbe di una ventina di anni la nascita della fotografia. la prima di cui si ha la certezza assoluta è di Niépce, di foto di Wedgwood "non v'é certezza", scritti dell'inglese fanno pensare che avesse trovato il modo di riprodurre immagini tramite procedimento fotografico, ma che non fosse in grado di fissarle permanentemente.

    Elenco completo foto: Le foto che hanno fatto la storia

    13 novembre 2009

    Canon EF 100mm f/2,8 L IS dotato della tecnologia hybrid is

    Dpreview ha pubblicato la recensione del nuovo obiettivo Canon EF 100mm f/2,8 L IS dotato della tecnologia hybrid is.

    Quest’obiettivo dal punto di vista ottico è molto buono si comporta molto bene in tutte le condizioni compreso il nuovo sistema di stabilizzazione. Quest’ultimo in condizioni ideali può veramente correggere fino a 4 stop, ma purtroppo non può fare molto alle ridotte distanze a cui viene utilizzato normalmente un obiettivo macro scendendo a poco più di uno stop.

    Quindi se qualcuno sperasse di non dover più usare un treppiedi rimarrà un po’ deluso. Vale la pena passare dalla vecchia versione a questa nuova?

    La risposta non è semplice, il nuovo obiettivo è superiore al vecchio a tutte la aperture più spinte, mette a fuoco meglio ed è ben costruito oltre a disporre della stabilizzazione. Il vecchio modello è sicuramente un’alternativa con un miglior rapporto qualità prezzo.


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    Eye-Fi schede di memoria SDHC che caricano foto via FTP

    I supporti Eye-Fi sono delle schede SDHC che vi consentono di trasferire foto e video via rete senza estrarli dalla fotocamera.

    Le versioni che dispongono del supporto Online Sharing ora potranno caricare le foto anche ad un server ftp oltre alle classiche reti sociali. Le immagini (per ora solo jpeg) ed i video potranno quindi essere inviati direttamente al vostro server ftp/ftps sfruttando la connessione wifi.

    Chi è interessato può vedere le caratteristiche di Eye-Fi Pro, mentre i più curiosi potrebbe guardare come è costruita questa scheda.


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    11 novembre 2009

    Plenoptic camera e Light Field Photography obiettivi che non necessitano di messa a fuoco



    Ho sentito dire che si progettano obiettivi che non necessitano di messa a fuoco, non perché siano sempre sull'iperfocale, ma perché riescono a prendere solo 2 o 3 punti dell'immagine e che poi, in post produzione, si può scegliere liberamente cosa mettere a fuoco.
    Ho fatto una ricerca e ho trovato questo (una risposta da un utente del forum di fotografare):

    L'idea di ri-mettere a fuoco una foto in fase di post-produzione non solo è vera, ma non è neanche nuova. In molti ci stanno lavorando già da parecchio tempo e vari prototipi di fotocamere sono stati già presentati. Provate a cercare con Google i termini "Plenoptic camera" o "Light Field Photography".


    La fotocamera plenottica fu inventata nel 1992 da due ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), John Wang and Edward Adelson. Questa fotocamera presenta sul piano focale, invece del sensore, un array di microlenti. Subito dietro quest'array c'è il sensore vero e proprio e ogni suo pixel riceve la luce da una delle microlenti. Un gruppo di studiosi della Stanford University, nel 2005, ha poi prodotto una propria versione della fotocamera plenottica con qualche variazione rispetto all'idea originaria. Il tutto è descritto abbastanza bene . Lo studio in PDF ed il filmato AVI sono linkati QUI (attenzione: il video è di 74 MByte!). QUI invece c'è la notizia data da dpreview, che mostra la Contax modificata a Stanford.

    Adobe invece ha seguito una strada un pò diversa realizzando un prototipo di obiettivo composto da 19 sotto-obiettivi (Immagine sopra) che allo stesso istante catturano 19 frame, con profondità di campo diverse, i quali vanno poi ricomposti via software. Il mostro è raffigurato QUI.

    Io non so se e quando questi studi si tradurranno in prodotti consumer, ma forse ci arriveremo. Comunque c'è già chi ci crede, come quelli della Refocus Imaging Inc., in California. Date un'occhiata al loro sito internet e soprattutto alla galleria di immagini davvero di grande effetto: basta cliccarci sopra per cambiare il piano di messa a fuoco (QUI).

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    Obiettivo Nikkor 35-70mm f2.8 vs Sigma 24-70mm f2.8 HSM o Macro

    Nikkor 35-70mm
    Del Sigma 24-70 f/2,8 al momento ce ne sono due versioni in commercio, il primo è indicato come Macro e non HSM, il secondo non è Macro ma è HSM. Il primo è un obiettivo relativamente modesto e si trova intorno ai 500 euro nuovo, se sei alla ricerca di qualità lo eviterei.
    Il secondo è decisamente migliore ma nuovo costa oltre 900 euro, per quei soldi si trovano eccellenti 28-70 f/2,8 AF-s Nikon usati, non avrei dubbi neppure in questo caso.

    Il Nikkor 35-70 f/2,8 è un obiettivo molto valido, si trova solo usato naturalmente, soffre di opacizzazione del collante tra le lenti, quindi verificare che l'ottica sia già stata messa a posto o non presenti neppure il sospetto di opacizzazione. Comunque a pagamento è un problema risolvibile con semplicità, ma nel dubbio meglio non cercare problemi e prendere un obiettivo a posto.
    L'inconveniente del 35-70 è l'escursione focale che su DX è davvero poco interessante, ci si fa praticamente solo ritratto.

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    10 novembre 2009

    Alternative gratuite a Photoshop, lista Software

    Photoshop è sicuramente l’editor grafico più utilizzato dai fotografi di tutto il mondo (e io aggiungo che è anche il più potente).

    Il suo costo è tutt’altro che contenuto per un fotoamatore che, però, può ricorrere nella maggior parte dei casi ad altri programmi. Ecco una lista dei principali 10:

    1. Gimp
    A Gimp, GNU image manipulation program, abbiamo già dedicato molto spazio in articoli precedenti e rappresenta un’ottima alternativa a Photoshop e dispone di numerose funzionalità. Per chi trovasse scomoda l’interfaccia nativa può provare ad utilizzare Gimpshop, una versione di Gimp con i controlli come Photoshop.

    2. Krita
    Krita è un software molto conosciuto ed apprezzato, che anche se dispone di meno funzioni rispetto a Gimp e Photoshop offre alcune caratteristiche uniche.

    3. Paint.NET
    Si tratta di un programma che è cresciuto da semplice rimpiazzo per Ms Paint in un editor completo per immagini.

    4. ChocoFlop
    Un software disegnato per Mac veloce e ben fatto. Il programma no sarà per sempre gratuito, ma solo fino a quando non sarà terminato il periodo di beta. Se non avete problemi con qualche bug occasionale potrebbe interessarvi.

    5. Cinepaint
    Un’applicazione nata dalle costole di Gimp ed utilizzata anche dalle major per la produzione di film. Anche se è stato sviluppato per i video si può usare anche per le foto a 32bit.

    6. Pixia
    Pixia è stato sviluppato inizialmente in Giapponese, ma ora esiste anche una versione in inglese. Anche se il target originale erano i disegni manga, ora presenta anche le caratteristiche di un normale editor. Alcune funzioni sono un po’ controintuitive, ma ci sono tutorial in inglese per imparare.

    7. Pixen
    Un editor per mac che si può usare per tutto, ma viene utilizzato soprattutto per le animazioni.

    8. Picnik
    Un editor web che sta prendendo piede grazie all’accordo con Flickr. Ha funzionalità di base e qualcuna più avanzata come i livelli.

    9. Splashup
    Un altro editor web con funzionalità che ricordano vagamente Photoshop e che può integrarsi con le reti sociali.

    10. Adobe Photoshop Express
    La versione di Photoshop per il web prodotta da Adobe. Ha funzionalità di base ed avanzate, ma è privo del supporto ai livelli.


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