29 dicembre 2009

William Henry Fox Talbot e il Calotipo, George Eastman e la prima Kodak

Nei precedenti articoli abbiamo considerato il rapporto tra fotografia ed arte, senza prendere in considerazione una buona quantità di argomenti che, a questo punto, diventano determinanti per ulteriori analisi ed approfondimenti. Ora vedremo di analizzarli uno alla volta e di capire, come questi, hanno pesato nel mondo fotografico.

Il primo elemento da considerare è lo sviluppo del mezzo fotografico in relazione alle fotografie, infatti, agli esordi del Dagerrotipo, le atrezzature erano molto ingombranti e i tempi di posa erano sufficentemente lunghi, ciò non consentiva ovviamente un’uso “versatile” della fotografia. Seppur nel corso del tempo il Dagerrotipo abbia abbassato parecchio i tempi di esposizione, gli scatti da esso consentiti erano per lo piu legati a paesaggi, nature morte e ritratti in posa (ove per tenere il soggetto in posa venivano allestite vere e proprie impalacature di sostegno).


La vera rivoluzione fu ad opera dell’inglese William Fox Talbot (Nella foto sopra il suo autoritratto), che introdusse il primo procedimento negativo/positivo (Calotipo, la base degli attuali processi fotografici). Questa innovazione è di un’importanza capitale per la fotografia per svariati motivi, il primo tra tutti è la possibilità di avere più stampe da un unico negativo, il secondo le dimensioni notevolmente ridotte dei negativi. Il Calotipo è contemporaneo del Dagerrotipo e i primi “lavori” in tal senso vengono presentati intorno al 1840.

Ora, un altro aspetto fondamentale da considerare è il periodo storico in cui ci si trova, che, se per l’arte equivale ai pittori realisti, per il sociale è la rivoluzione industriale. Con ciò in breve tempo il “mezzo fotografico” subì uno sviluppo spaventoso, tanto che già nel 1884 George Eastman fabbricò il primo rullino fotografico e nel 1888 mise in commercio il primo apparecchio della Kodak con lo slogan ”voi premete il bottone, noi facciamo il resto” (Nell'immagine qui sotto potete vedere la prima macchina fotografica Kodak).




Nel 1900 viene messa in commercio la Brownie al prezzo di una ghinea suscitando commenti tipo ”una fotografia è comune quanto una scatola di fiammiferi”.

Queste brevi nozioni storiche sullo sviluppo e la diffusione della fotografia ci servono per affrontare differenti tematiche sulla fotografia e il suo sviluppo nei vari ambiti. Il crescente numero di immagini a richiesto fin da subito uno studio sulla catalogazione delle medesime, pratica non poi così scontata (penso che ognuno di noi si sia scontrato con la difficoltà di ascrivere un determinato scatto in un ambito piuttosto che in un altro), le immagini cominciano ad essere analizzate non solo da un punto di vista estetico, ma anche ascrivendole altre funzioni, quale quella comunicativa, quella pubblicitaria, quella catalogativa ecc... (non a caso nel precedente articolo abbiamo visto la differenza tra Stieglitz e Hine).


Sono già di questi periodi i primi studi sulla semiotica della fotografia, argomento che mira a definire un eventuale linguaggio fotografico che andremo a vedere più avanti.

Articolo scritto da Alessandro Cappelli

27 dicembre 2009

Canon EOS 1000D vs Sony Alpha A230 confronto Reflex entry-level

La Canon EOS 1000D di base possiede un 18-55 IS e la Sony A230 ha il 18-55 DT.

La Canon EOS 1000D a differenza della Sony possiede il Live view, questa opzione è utile in alcuni casi ma non la trovo decisiva per la scelta della Reflex, penso che chi possiede una Reflex deve imparare a fotografare senza di esso, non sta usando mica una compatta! Sul perché sono contrario all'utilizzo del live view (salvo rare eccezioni) lo saprete leggendo questo articolo: La bugia delle Reflex senza specchio

La Sony possiede lo stabilizzatore d'immagine incorporato nel corpo macchina, quindi non ha bisogno di ottiche necessariamente stabilizzate come nel caso della Canon che ha lo stabilizzatore direttamente sulle ottiche. Ora io mi chiedo, e se lo stabilizzatore si rompe?

Per quanto riguarda la messa a fuoco la Sony A230 è più rumorosa della Canon con la tendenza ad utilizzare più tentativi prima di raggiungere la messa a fuoco corretta. Vibrazioni sono anche presenti senza alcuna influenza sullo scatto. Canon offre 7 punti di messa a fuoco contro i 9 di Sony.

Il rumore è meglio controllato sulla Canon con problemi che iniziano solo ad 800 ISO e nelle aree più scure dell’immagine, con i 1600 ISO che rimangono ancora nei limiti dell’accettabilità. Molto buono il controllo del rumore sulla Sony con decadimento della resa dai 1600 ISO in poi.

La Canon comunque quanto a definizione dell’immagine è nettamente superiore alla Sony.

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25 dicembre 2009

Nikon D3000 vs D5000 differenze e caratteristiche


La D3000 è strettamente imparentata con la D5000. Esistono però delle importanti differenze, ecco schematicamente quali sono:
  • Sensore CCD da 10 megapixel (D5000: 12,3 megapixel CMOS)
  • Display LCD fisso (D5000: girevole e basculante)
  • Assenza del Live View (D5000: Live View con autofocus a contrasto)
  • Assenza modalità ripresa video (D5000: modalità video con autofocus a contrasto)
  • Gamma sensibilità ISO 100-3200 (D5000: 200-6400 ISO)
  • Manca il controllo dell’intensità nella funzione D-Lighting (D5000: tre possibilità di scelta ‘basso, normale, alto’)
  • Nessuna correzione automatica dell’aberrazione cromatica (D5000: disponibile)
  • Non è possibile selezionare il livello di qualità JPEG – solo base – nelle riprese miste RAW+JPEG
  • Velocità di scatto continuo di 3 fotogrammi al secondo (D5000: 4fps)
  • Assente la possibilità di bracketing per l’esposizione (D5000: disponibile)
L’autofocus ad 11 punti della D3000 è lo stesso utilizzato dalla D5000.

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24 dicembre 2009

Alfred Stieglitz e Lewis Hine l’immagine come bellezza delle forme o come ricchezza di contenuti

Alfred Stieglitz è un fotografo statunitense vissuto tra il 1864 ed il 1946, è stato uno dei maggiori promotori della fotografia come forma d’arte. I primi studi di Stieglitz risalgono al 1871 circa, nel 1890 fonda assieme ad altri soci la Photocrome Engraving Company, una stamperia dalle quale ne esce la rivista american amateur Photographer. In seguito fonda un gruppo fotografico, apre la sua prima galleria e pubblica una nuova rivista, Camera Work.

Dopo questa breve biografia, obbligatoria quanto superficiale (in internet si possono trovare ulteriori dettagli), andiamo ad analizzare quanto di questo fotografo ci interessa, ovvero il modo di scattare.

Stieglitz in un certo senso, era molto vicino alla corrente dei pittori realisti ma in un altro era lontanissimo, lui fu uno dei primi a sostenere quello che viene definita la “fotografia diretta” o pura.

A quel tempo era normale usare il ritocco fotografico ad opera di pittori per “aggiustare” i fotogrammi, ecco, questo è un chiaro esempio di ciò che per Stieglitz non doveva essere fatto in fotografia (anche effetti a quel tempo usati con accezione stilistica, tipo il flou, ovvero la “sfocatura” per lui non erano considerabili). Era fautore di una fotografia estremamente dettagliata sia nel concetto, quanto più nella forma. Analizzava il mondo in maniera prettamente grafica, la fotografia, vista coi suoi occhi, era un’insieme di linee stilisticamente corrette, e adeguatamente contestualizzate. Il suo modo di scattare è sempre “esterno” all’accadimento fotografico, un punto di vista distaccato. Un esempio è ciò che disse a proposito della sua foto “viaggio di terza classe”:

"Vidi un cappello rotondo, un fumaiolo inclinato verso sinistra, la scala inclinata verso destra, il ponte mobile con il corrimano di catene arrotondate, le bretelle bianche incrociate dietro la schiena di un uomo sul ponte di terza classe in basso….(conclude dicendo) vidi un quadro di forme, e sotto a quello, il mio modo di vedere la vita."

La scena che si ritrova di fronte la analizza in maniera formale; quelli che sta osservando sono i poveri a cui era stato negato il visto di ingresso a Ellis Island, uno dei porti di sbarco per l’America.

A questo punto è interessante mettere in contrapposizione Stieglitz con un altro fotografo del periodo, Lewis Hine, il quale, al contrario del primo, tende a privilegiare un rapporto “sociologico” col soggetto.

Lewis Hine, anch'esso statunitense e contemporaneo di stieglitz, era professore in sociologia.

Il suo approccio alla realtà fotografica è dato dalla potenzialità culturale/comunicativa e catalogativa del mezzo. Nel 1907 diventa fotografo dalla NCLC (associazione contro lo sfruttamento minorile). Tra i suoi lavori compaiono numerose fotografie di immigrati, condizione del lavoro minorile, condizione dei lavoratori.

Gli esempi della contrapposizione stilistica dei due si enuncia in svariate opere, una tra tutte è la differenza sostanziale nel ritrarre una città come New York. L'approccio di Stieglitz è sempre basato sugli spazzi, la realtà ripresa “dall’alto”, interpretando così la città fine a se stessa, come se fosse un ambiente sterile. Questa qui sotto è una sua foto di New York.

Alfred Stieglitz - Looking Northwest from the Shelton, New York 1932

Al contrario Lewis Hine, analizza la città dall’interno, con la sua componente umana messa al centro. Un chiaro esempio e una sua famosissima foto che potete vedere di seguito.

Lewis Hine - Power house mechanic working on steam pump 1920

Sia ben chiaro che con questo raffronto intendo solo mettere in evidenza due punti di vista differenti. In quella che viene definita come “Fotografia di reportage” di cui ambedue queste persone possono, a loro modo, essere considerati esponenti, appare evidente l’atteggiamento di partenza differente, dove il primo predilige l’immagine come bellezza delle forme, mentre il secondo come ricchezza di contenuti.

Articolo scritto da Alessandro Cappelli


23 dicembre 2009

La fotografia è una forma d'arte?


Da che Niépce nel 1826 fece il suo primo scatto, e molto di più dal 1839 in poi con la messa a punto del Dagherrotipo (stampa diretta su lastra con procedimento di tipo eliografico che consentiva una buona riproduzione della scala dei grigi e una novizia di dettagli) una tra le prime questioni che si è posta alla fotografia è se essa potesse considerarsi un'arte.

In quel periodo, a onor del vero, il termine arte si intendeva come prodotto con le mani, scultura, pittura. Alla fotografia veniva contestato pertanto il mezzo.

Uno dei motivi per cui questa contestazione era nata è da ricercarsi nel fatto che, soprattutto in Europa, uno tra i primi utilizzi che la fotocamera ha avuto è stato il ritratto, entrando così in conflitto con i pittori realisti, tanto da far dire al pittore Paul Delaroche (l'immagine in alto è un suo dipinto) "da oggi la pittura è morta".

Articolo correlato: La fotografia d’autore e il rapporto con le avanguardie artistiche

Articolo scritto da Alessandro Cappelli

20 dicembre 2009

Foto Manifestazione No Ponte 19 dicembre Villa San Giovanni

Queste sono alcune delle foto che ho scattato alla manifestazione NO PONTE del 19 dicembre a Villa San Giovanni.

Prima di imbarcarmi sulla nave traghetto mi sono imbattuto in due anarchici "old style".


A Villa San Giovanni ha inizio la manifestazione.


Un venditore di fischietti, anzi "il venditore" poiché c'era solo lui a venderli.


Questa invece è una delle mie foto preferite tra quelle fatte al corteo.


La manifestazione si ferma una decina di minuti regalandomi i seguenti scatti.



Il corteo prosegue a ritmo di musica e slogan per raggiungere Cannitello dove dovrebbe avvenire la posa della prima pietra.




Chi vuole usare le seguenti immagini è libero di farlo purché mi attribuisca la paternità dell'opera e mi avvisi contattandomi al seguente indirizzo e-mail: berserk1988@hotmail.it



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17 dicembre 2009

Come scegliere la Macchina Fotografica - Guida all'acquisto

La scelta della macchina fotografica è piuttosto ardua, ci sono tanti aspetti da considerare e molti luoghi comuni da sfatare.

Dobbiamo prima considerare a cosa ci serve una macchina fotografica, qual è il motivo che ci spinge ad acquistarla? Ci serve per fare le foto ricordo con gli amici o la fotografia è una nostra grande passione e vogliamo cimentarci in questo campo?

Esistono diverse categorie di apparecchi fotografici:

Compatte: Adatte per farsi foto con gli amici e qualche foto ricordo delle proprie vacanze, ovviamente sono le macchine fotografiche per la massa, completamente inadatte ad un uso professionale.

Bridge: Sono un gradino sopra le compatte e uno sotto le Reflex (anche più di uno), caratterizzate da un obiettivo con una grande escursione focale. Si deve stare attenti a cosa scegliere perché una grande escursione focale comporta anche maggiori compromessi ottici (più sotto quando parlo delle ottiche chiarisco meglio questo concetto). Buone per divertirsi con la fotografia e muovere i primi passi in questo campo.

Micro 4/3: Hanno un sensore di grandezza 17,3 x 13,0 mm (grandezza del sensore delle Olympys Pen), hanno ottiche intercambiabili e di ottima qualità, sono digitali non reflex e quindi prive dello specchio che riflette l'immagine sul pentaprisma e di conseguenza sul mirino ottico.

Reflex: Sono le macchine fotografiche dei professionisti e dei foto amatori evoluti, hanno ottiche intercambiabili, un sensore più grande sia delle Compatte che delle Bridge, prestazioni notevolmente superiori, e costi superiori. Chi compra un apparecchio del genere deve essere disposto a spendere per la fotografia, l'ottica di base, in genere un 18-55 dopo un pò di tempo non basta più e si sente il bisogno di qualcosa di superiore.

Vi consiglio vivamente di leggere questi due articoli:
Una volta scelta la categoria dell'apparecchio fotografico in base all'uso che dobbiamo farne non ci rimane che procedere all'acquisto della macchina fotografica, ma dobbiamo valutare la migliore anche come rapporto qualità/prezzo, ci sono diversi fattori che dobbiamo considerare, ne citerò alcuni tra i più importanti (e su cui c'è più ignoranza e confusione).

I Megapixel

Qui crolla il primo luogo comune, molti pensano che più megapixel si hanno più la qualità sale, non è vero, un numero più elevato di pixel permette, in linea teorica, un maggior potere risolutivo, ma questo è spesso limitato dal sistema ottico utilizzato per convogliare l'immagine sul sensore.
Se il potere risolutivo del complesso di lenti è inferiore al potere risolutivo della matrice di pixel allora non si avrà alcun guadagno nell'aumentare in numero di pixel, anzi si avrà un peggioramento delle prestazioni del sistema a causa del maggiore rumore elettronico introdotto.

Se per esempio inseriamo 12 megapixel su un sensore largo 24x36mm (un sensore di una Reflex ha queste dimensioni, poi dipende dal modello e dal tipo di Reflex) è diverso che se li inseriamo su un sensore piccolo 5.76x4.29 mm (come quello delle compatte), l'immagine risulterà degradata e peggiore. Consiglio la lettura di questi due articoli per approfondire di più la questione:
Poi voglio precisare che per sensore non si intende il semplice alloggio di fotositi, per esempio Nikon se li fa produrre da Sony ma ciò non vuol dire che allora la Sony è superiore alla Nikon, perché per sensore si intende anche i vari rivestimenti a microlenti e cristalli, filtri e tanta altra roba che ogni brand si fa da se, senza parlare poi della codifica delle informazioni che dal sensore arrivano alla scheda di memoria.

La scelta dell'ottica

Questo è un argomento che interessa di più chi si accinge a comprare una reflex (o chi già ne possiede una). Consiglio semplicemente di leggere questi due articoli:

Dopo aver scattato le foto verrà voglia di stamparle, abbiamo due possibilità, o affidarci a un laboratorio di stampa o se i soldi non sono un nostro problema provvedere da soli, un articolo a questo proposito è questo: La stampa in digitale: sistemi di stampa, la scelta della stampante e dei consumabili

Oltre a dover stare attenti a venditori in malafede o semplicemente ignoranti, dobbiamo proteggerci anche dalla pubblicità ingannevole, da un pò di tempo gira la grandissima balla delle Reflex senza specchio, maggiori dettagli li trovate qui: la Bugia delle Reflex senza specchio e differenza tra 4/3 e il micro 4/3

Una volta acquistati gli strumenti del mestiere si è pronti per entrare nel mondo della fotografia, spero che questo blog possa esservi ancora di aiuto, per aiutare i novizi fotografi a muovere i primi passi in questo campo ho scritto questo articolo: Come diventare un fotografo

Consiglio utile la lettura di questo ultimo articolo: Quale digitale comprare?

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16 dicembre 2009

Villa San Giovanni, una giornata in Calabria - Foto

Ieri ho preso il traghetto da Messina per andare a Villa San Giovanni, è stata una bella passeggiata, lungo la costa Calabrese. Penso che tornerò presto in Calabria per fare delle altre escursioni fotografiche, ora vi lascio con le foto che ho fatto.

Appena sceso dal traghetto mi sono imbattuto in questa pittoresca Catapecchia, adoro questo tipo di ruderi, hanno qualcosa di affascinante.


Continuando nel mio viaggio lungo la Costa Calabrese mi imbatto in un Murales contro la guerra (per vedere l'immagine a una risoluzione maggiore cliccate sulla foto qui sotto, a queste dimensioni ridotte non si può apprezzare pienamente).


Un molo di attracco in costruzione (o almeno credo).


Le reti dei pescatori e la sedia dove presumo la lavorino, solitamente i pescatori si creano e aggiustano da soli la propria rete.


Una delle mie immagini preferite di quel giorno, l'immagine sotto questa in bianco e nero non rende come dovrebbe per via delle ridotte dimensioni.



Sulla strada del ritorno ho notato questi 3 gabbiani che lottavano contro il vento.


Ben accetti commenti e critiche.

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10 dicembre 2009

Messina ME su Google Maps - Foto di Messina, Messina Foto


Visualizza Messina ME, Italia viaggio Fotografico in una mappa di dimensioni maggiori

Le mie fotografie scattate a Messina ora anche disponibili in Google Maps, il link della mappa di Messina con le mie fotografie è questo: http://maps.google.com/maps/ms?hl=it&ie=UTF8&msa=0&msid=109315004522252794385.00047a5b87d01ef35b774&t=h&z=12

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8 dicembre 2009

la Bugia delle Reflex senza specchio e differenza tra 4/3 e il micro 4/3

"Reflex senza specchio", Google ne è pieno e tutti la ripetono acriticamente, anche se a volte si tratta di siti che da anni trattano l'argomento fotografia.

Pare che abbia avuto origine dalla conferenza stampa di un noto importatore per annunciare il nuovo modello compatto ma dotato di sensore APSc e ottica intercambiabile. Un dirigente avrebbe detto, più o meno, che: "si tratta di una macchina che garantisce la stessa qualità e le prestazioni di una reflex digitale, con il vantaggio di non avere lo specchio". Qualche giornalista, per farne uno scoop, ha usato un titolo sensazionale a "contradictio in terminis", di quelli da mettere tra " ", che molti hanno poi pedissequamente copiato.

Intanto partiamo dal presupposto che per quanto riguarda una reflex senza specchio non esisterà mai e se un giorno esistesse non si chiamerà più reflex ma avrà sicuramente un altro nome. In fotografia, per Single Lens Reflex (SLR) o più semplicemente reflex si intendono le macchine fotografiche dotate di un sistema di mira composto da uno specchio posto a 45° rispetto all'obiettivo e da un pentaprisma (oppure da un più economico penta specchio), questo secondo elemento ha il compito di raddrizzare l'immagine, che altrimenti risulterebbe avere i lati destro e sinistro invertiti. Lo specchio è dotato di un meccanismo che lo fa sollevare al momento dello scatto in modo che la luce raggiunga l'elemento sensibile (pellicola o sensore) e tornare immediatamente dopo nella posizione di mira; nella posizione sollevata lo specchio chiude la finestrella dello schermo di messa a fuoco, evitando l'ingresso di luce parassita dal mirino. Questo meccanismo consente di osservare nel mirino della macchina fotografica la stessa immagine catturata dall'obiettivo. Il sollevarsi e riabbassarsi dello specchio produce il caratteristico "click" di questa categoria di fotocamere.

Per quanto riguarda la differenza tra le dimensioni del 4/3 e il micro 4/3. L'unica sta soltanto nella denominazione, visto che i sensori misurano entrambi 17,3 x 13mm. Per le micro 4/3 cambia invece il tipo di innesto degli obiettivi e le fotocamere cui sono destinate questi obiettivi. In pratica di tratta di digitali non reflex e quindi prive dello specchio che riflette l'immagine sul pentaprisma e di conseguenza sul mirino ottico.

Aggiungo che la eventuale messa a fuoco manuale su mirino elettronico è drammatica, il consumo delle batterie cresce, un mirino a colori sempre acceso consuma!

lo specchio non altera in alcun modo la qualità dell'immagine, tuttavia è determinante nella qualità ed esperienza di visione.

Qualsiasi cosa tu veda in un mirino elettronico è stato processato da un processore d'immagine che ha operato delle scelte in termini di bilanciamento del bianco, di amplificazione del segnale, di aumento o attenuazione della saturazione, in pratica tu non vedi una scena reale ma vedi una delle migliaia di varianti possibili, vedi in particolare quella che gli ingegneri che hanno progettato il sistema di mira hanno deciso che sia migliore, non quella che hai deciso tu.

La differenza determinante per me è tutta li', mi viene tolta la possibilità di vedere letteralmente la scena esattamente com'è e me ne viene proposta solo una sua interpretazione.
Se parliamo di scattare foto ricordo il problema potrebbe essere aggirabile, chiaro che quando invece parliamo di una componente di interpretazione personale della luce presente in scena (cioè quello che dovrebbe essere la fotografia nella sua espressione più pura) avere un sistema che invece che farti vedere la luce te ne propone una sua interpretazione è solo un limite.
E' un pò come per un pittore fornirgli una serie di tele con già disegnate a matita una serie di tracce tra cui scegliere, per quanto belle ed accurate e studiate saranno quelle tracce mi chiedo se è proprio ciò che un pittore vorrebbe trovarsi davanti, fossero anche tracce disegnate da Van Gogh, io preferirei dipingere secondo la mia ispirazione e la mia visione.

un mirino elettronico non può e non potrà mai vedere come me, non è questione filosofica ma fisica, l'occhio e qualsiasi dispositivo elettronico funzionano diversamente, qualsiasi mirino elettronico dovrà per forza fare il bilanciamento del bianco prima di mostrarti l'immagine, qualsiasi mirino elettronico dovrà per forza usare uno spazio colore, una curva di contrasto, una saturazione prima di mostrarti l'immagine. L'occhio umano tutto questo non lo fa, ha meccanismi diversi di visione ed elaborazione che coinvolgono l'emotività e l'esperienza personale. Lavorare su una griglia preordinata (magari meravigliosa e stabilita da Van Gogh o Bresson o chi ti pare) oppure essere libero di decidere da solo cosa e come vedere e fotografare.

Io preferisco fare fotografie più brutte ma interamente mie, sapere di fare fotografie migliori perché Meisel ha deciso per mio conto come dovrà mostrarmi l'immagine la mia fotocamera ed entro quali limiti posso vedere, beh, mi farà fare foto migliori ma non mie, preferisco comprare le foto allora, inutile che mi ci metto io a farle, già c'è un altro che ha deciso cosa devo vedere, se poi ci applico un filtro di Photoshop la faccenda è conclusa, io non ho fatto nulla se non produrre l'ennesima immagine identica a milioni di altre.
Purtroppo già stiamo andando in questa direzione, le immagini on-line sono sempre più simili le une alle altre, per inquadrature, colori, tecniche e post produzione, mi dispiace ma a me non sta bene, io continuo a considerare la fotografia qualcosa di più elevato che scimmiottare qualcuno per fare il figo con gli amici su facebook.

Articolo tratto da una discussione su Fotografare.com


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2 dicembre 2009

Inquinamento sensia e kodachrome, critica contro l'ambientalismo cieco e fanatico

Recentemente ho letto un articolo su internet di un sito ambientalista che si rallegrava della scomparsa del kodachrome per il grande inquinamento che provocava, e si chiedeva terrorizzato, dove saranno smaltite le pellicole?

Io le "smaltisco" nei miei raccoglitori di dia e negativi, e l'ineffabile difensore dell'ambiente si rammarica che non tutte le pellicole sono sparite (http://www.greenme.it/tecno/techapc/635-addio-kodachrome-la-kodak-fa-un-favore-allambiente); ovviamente il soggetto in questione non sa che delle pellicole e della fotografia analogica non si butta niente, e tutti o quasi tutti conservano negativi e apparecchi fotografici; piuttosto vorrei sapere dove vanno a finire decine di migliaia di apparecchi fotografici digitali ormai obsoleti come quelli da 2 e 3 mp venduti in passato, e tutti quelli venduti sino ad oggi che massimo 5 anni non saranno più usati, con tutte le loro batterie ricaricabili,carica batterie materiali inquinanti delle saldature, e chissà cos'altro.....Altro che pellicole!!!

Purtroppo l'ambientalismo cieco e fanatico ha creato più danni che benefici, travisando fatti e verità, facendo prendere decisioni anche importanti su posizioni solo strumentali, triste ma è così, la cura dell'ambiente è una questione molto seria che andrebbe affrontata non ideologicamente ma dal punto di vista scientifico, purtroppo questo non è sempre possibile ed Il più delle volte non viene capito che il costo economico di una soluzione spesso è indice anche del suo costo ecologico, il pannelli fotovoltaici sono un esempio fantastico: se un pannello costa 5000 euro e durante la sua vita produce 4000 euro di energia, per l'ambiente è stato un danno, non solo per me che l'ho comprato, è stato un danno perché il costo ecologico di produzione, trasporto, installazione e smaltimento è stato superiore al beneficio che ha prodotto, ho evitato di bruciare 4000 litri di gasolio per produrre energia ma qualcuno ne ha bruciati 5000 per produrre, trasportare, installare e smaltire il pannello, per l'ambiente complessivamente per produrre la stessa energia sono stati bruciati 1000 litri di gasolio in più, chiaro che la mia è un'esemplificazione estrema e semplicistica, ma serve a far capire che a volte una soluzione apparentemente ecologista è in realtà tutt'altro.

Business per alcuni, immagine per altri, ma per l'ambiente è spesso peggio, ancora una volta devastato da chi cavalca l'onda ecologista per i suoi interessi.

Articolo tratto da una discussione su Fotografare.com

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1 dicembre 2009

Reflex di un secolo fa, apparecchi ERNEMANN e Mentor

Spulciando il forum di fotografare.com ho trovato un interessante post, molto utile per rendersi conto che la reflex è nata almeno 50 anni prima del boom delle reflex 35mm mono obiettivo.

Dal catalogo di Fotografia dell'Ing. Ippolito Cattaneo 1913-1914 - Genova



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