Il ritratto fotografico e la classificazione delle fotografie - Storia della fotografia

Nei precedenti articolo abbiamo visto come, in seguito ai mutamenti delle correnti artistiche, la fotografia abbia preso diverse direzioni, una delle quali era seguire l’andamento dell'arte del periodo.

Un altro effetto di questo cambiamento nell'arte contemporanea è stato di svincolare la fotografia, anche quella documentaristica dal dover dare prova di sé come arte, ovvero, se fino hai primi decenni del '900 la fotografia entrava in conflitto con il concetto d'arte, ora, con i cambiamenti concettuali avvenuti questo problema veniva a decadere.

Il problema del rapporto tra arte e fotografia è una questione che ha un certo rilievo anche per la classificazione delle fotografie. Classificare e catalogare le fotografie è da sempre stato un problema in quanto il fotogramma è composto sia dall'opera del fotografo che dal referente, o soggetto della fotografia, ciò ha creato non pochi problemi, un esempio è Migrant Mother di Dorothea Lange, è un ritratto ma è anche una fotografia documentaristica, ed è sicuramente un capolavoro del tempo.

Migrant Mother - Dorothea Lange

Fin dagli albori del ritratto fotografico i fotografi si sono posti il problema di come esprimere in una singola immagine un presunto essere interiore.

"La capacità di svelare un carattere è l'essenza di un buon ritrattista, un buon ritratto coglie un momento di immobilità nei flussi quotidiani delle cose quando l'interiorità di una persona riesce a trapelare" Inge Morath.

L'arte del ritratto prende origine dalle basi pittoriche, le quali fissavano il significato mediante codici e simboli. La condizione "populista" del ritratto come mezzo per ottenere i volti conosciuti entra in contraddizione con questi aspetti artistici. Se andiamo ad osservare le opere di Julia Margaret Cameron ritroveremo molti dei codici del periodo nel modo e nella scelta delle inquadrature; per esempio i soggetti maschili guardavano sempre verso la camera e l'inquadratura racchiude quasi esclusivamente la testa, escludendo quasi del tutto lo sfondo, ciò fa si che la testa diventi una presenza iconica simbolo di intelletto (come nel ritratto di herschel).

Julia Margaret Cameron

Un altro esempio di grande ritrattista del passato è Felix Nadar, il quale ritraeva i suoi soggetti in studio su sfondo neutro e con luce naturale, vivamente consigliata una carrellata dei suoi scatti.

Felix Nadar - Sarah Bernhardt, 1865

Nel corso del tempo i fotografi escogitarono vari sistemi, venivano ritratti pittori con le loro opere, come ad esempio la foto realizzata da Bill Brandt a René Magritte, o musicisti coi loro strumenti.

Bill Brandt - René Magritte

I repentini cambiamenti sociali e artistici hanno indotto grosse mutazioni in questa categoria di fotogrammi, l’uso del ritratto in campo pubblicitario ha soverchiato radicalmente il significato di ritratto stesso privando il soggetto della sua personalità ed attribuendogli valori richiesti dal committente, tanto da costituire una categoria a parte.

Dal lato tecnico il ritratto è una ripresa ravvicinata del soggetto, ma attenzione a non ridurlo solo a questo, è interessante notare come in un ritratto, più di ogni altro tipo di fotografia, siano molteplici le implicazioni semiotiche e simboliche che attirano la nostra attenzione. Un ritratto è sempre più del volto che rappresenta.

Articolo correlato: Breve storia della fotografia di ritratto.

Articolo scritto da Alessandro Cappelli

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