30 novembre 2010

La Fotografia di Mario De Biasi per aiutare Amnesty International


Nell’ambito della decima edizione di Desideri all’asta a sostegno di Amnesty International fino a giovedì 2 dicembre su www.ebay.it c’è la possibilità di aggiudicarsi la fotografia (stampa originale) dal titolo Asolo del 1970 opera del Maestro Mario de Biasi uno dei più importanti fotografi italiani che dal 1948 fotografa luoghi, volti e celebrità di tutto il mondo.

Milanese di adozione, Mario De Biasi nel 1948 presenta la sua prima mostra personale. Nel 1953 inizia la collaborazione con la rivista Epoca per la quale realizza centinaia di copertine e reportage in ogni parte del mondo. Durante un trentennio ha effettuato reportage in diversi Paesi. Tra questi si ricordano quello sulla rivolta d'Ungheria del 1956, le immagini della New York negli anni Cinquanta e ritratti come quelli di Marlene Dietrich, Brigitte Bardot e Sofia Loren.
Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, ha pubblicato oltre novanta libri di fotografia e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali. Ha esposto nella mostra “The Italian Metamorphosis, 1943 - 1968” e una sua opera è stata utilizzata come manifesto ufficiale della manifestazione; nel 1994 la sua foto Gli italiani si voltano è stata esposta al museo Guggenheim di New York. Ha ricevuto premi e riconoscimenti (fra questi, nel 1982 il Premio Saint Vincent per il Giornalismo e nel 2003 il titolo di Maestro della Fotografia Italiana, massima onorificenza della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Nel 2006 il Comune di Milano gli conferisce la sua massima onorificenza, l'Ambrogino d'oro.

Anche per questa edizione De Biasi ha gentilmente donato la stampa autografata sul retro della fotografia ‘Asolo’, scattata nella città veneta nel 1970. La foto ritrae un particolare della facciata di un edificio storico. Le dimensioni sono 30x41 cm.

Il ricavato sarà devoluto ad Amnesty International, per la campagna mondiale “Io pretendo dignità - contro la mortalità materna”.

 Potete acquistare la fotografia di Mario De Biasi e così aiutare Amnesty International cliccando qui: Mario De Biasi: fotografia autografata "Asolo 1970"

Condividete e fate girare questo articolo!




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La fotografia che rese reale il surreale: "Dalí Atomicus" di Philippe Halsman, 1948


Nel 1941 Halsman conosce Salvador Dalì col quale comincia a collaborare alla fine del decennio. Le foto che realizzano insieme sono dei veri e proprio dipinti surrealisti, la trasposizione realistica dell'immaginario del pittore spagnolo.

Philippe Halsman è molto probabilmente l'unico fotografo ad aver fatto carriera scattando fotografie di persone mentre saltano. Egli sostiene che l'atto del saltare rivela la vera natura dei suoi soggetti, guardando al suo più famoso salto, "Dalí Atomicus" è veramente difficile non essere d'accordo.

29 novembre 2010

Studio fotografico luci e accessori economici per il ritratto

Luciano Boschetti, fotografo, spiega come allestire in casa propria un angolo dedicato al ritratto con un investimento minimo per risultati di qualità.
Come creare uno Studio fotografico, luci e accessori economici per il ritratto.


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Martina Colombari spazio forma, Denis Curti e Benedusi rispondono, ecco come la pensano i fotografi

Il mondo della Fotografia è diviso, ops perdonatemi, a dire il vero è compattissimo, siamo quasi tutti d'accordo (a parte Denis Curti e Settimo Benedusi ovviamente) nel giudicare negativamente la triste mostra della Colombari allo Spazio Forma di Milano.

E' stata indetta anche una raccolta firme per fare una Petizione contro il Forma a questo link: http://www.petizionionline.it/petizione/boycott-to-forma-international-centre-of-photography-in-milan-by-cristina-nunez/2628

Perfino su ClickBlog.it dove capitano spesso accese discussioni e liti su vari temi in questo momento ci ritroviamo tutti d'accordo nel giudicare negativamente questo evento come una triste trovata di Marketing della Canon, vi invito a leggere i commenti dei fotografi in questa discussione per farvi un'idea.

Prima di leggere questo articolo consiglio la lettura di questo post per capire meglio la vicenda: Martina Colombari, Tutorial su come si giustifica una schifezza spacciandola per Arte 

Ovviamente alle critiche c'è stata una risposta di Denis Curti e di Settimo Benedusi, vediamo cosa hanno da dire.

Denis Curti risponde in un video realizzato da PmStudioNews



Settimo Benedusi invece risponde dal suo blog

In un post aveva dichiarato:

UN PO’ DI MARASMA IN QUESTI GIORNI PER LA MOSTRA DA ME CURATA REALIZZATA DA MARTINA COLOMBARI ESPOSTA ALLO SPAZIO FORMA.

INTERNET CHE ESPLODE DI COMMENTI IL CUI PIU’ GENTILE E’ CHE SONO UNA MERDA: E’ VERO SONO UNA MERDA!
QUESTA SERA ALLE 20:30 SARO’ A FOTOGRAFICA, ALLA SCUOLA FELTRINELLI, ESATTAMENTE DI FRONTE ALLO SPAZIO FORMA.

POTRETE DIRMI TUTTO CIO’ CHE PENSATE: MAGARI PORTATE UN PO’ DI FOTOGRAFIE VOSTRE, COSI’ LE VEDIAMO INSIEME, OK?

PROMETTO, NON PARLERO’ DI ME, PARLERO’ DI VOI.

Preferisco "rispondere" all'inverso, prima a Settimo Benedusi e poi a Denis Curti.

1°) Un pò di "MARASMA"??? Ma che volevi che ci facessimo saltare in aria con la dinamite davanti allo spazio forma? Si sono ribellati tutti i fotografi italiani, gli unici che hanno difeso la Colombari, sono qualche suo fan, tu e Denis Curti.

2°) Io ho fatto vari giri, su facebook, twitter e blog vari, ho 3 account di facebook in cui in ognuno ho quasi 5000 amici fotografi da cui leggo news, condivido articoli e scambio opinioni, non ho la pretesa di tenere d'occhio tutto il web, ma ho letto numerose discussioni, in nessuna di esse ho letto volgarità o insulti nei tuoi confronti, al massimo una merda è stata definita la tua iniziativa, la totalità dei fotoamatori e fotografi professinisti ha espresso rammarico, tristezza e disguto questi i 3 sentimenti prevalenti, ma volgarità o attacchi gravi contro di te mai letti, forse delle teste calde li avranno fatti ma sono una minoranza.
Quindi niente vittimismo che l'unica cosa che è stata offesa è la fotografia.

3°) Le tue parole suonano come una minaccia, a modo tuo vorresti che ci presentassimo con le nostre opere per farci sputtanare da te, una cosa che non puoi più fare dopo la tua recensione sulla mostra, che più una recensione è il concetto con cui intendi la fotografia, vediamone una parte:
...Qualsiasi fotografia può essere resa perfetta. Trovo quindi che sia necessario, per chi oggi voglia ben fotografare, dimenticarsi di saper fotografare. Dimenticare i tecnicismi. Dimenticare i virtuosismi. Riappropriarsi di uno sguardo puro. Estremizzando tutto ciò...

Ma che ci devi dire? A ogni tua critica possiamo dire di esserci dimenticati di fotografare e che ci siamo riappropriati di uno sguardo puro, tanto ogni fotografia può essere resa perfetta, che abbiamo estremizzato e via dicendo ;-)

Risposte a Denis Curti

Trovo abbastanza esaurienti le risposte dei fotografi sull'articolo presente su ClickBlog che ho linkato più sopra, riporto alcuni commenti interessanti:

Cess
Una fotografa diceva che una foto fatta male è un errore e invece tante foto fatte male e messe insieme creano un progetto!…infatti…

Gmlandra
Basta con questa “monnezza” fotografica!!!!!!!!!!!!!!!!
Denis Curti visibilmente imbarazzato che prende le distanze dalla mostra anche se tenta una goffa difesa.

Paolo57
Non basta anche l’intervista rilasciata a Verissimo per giustificare questa Mostra “inutile” “brutta” e veramente inutile, se non per la Canon che non esce molto bene. Un plauso alla sig.Ra Colombari per la sua opera umanitaria, ma lasci fare la fotografia a chi ne è in grado.

Itap
Denis Curti non è uno stupido. Le poche volte che ho avuto occasione di incontrarlo e parlare con lui mi ha sempre lasciato una ottima impressione.
Si capisce benissimo, fin dalle prime battute, che è un progetto che nasce dalla spinta di Canon. Curti infatti come sottolineato anche da gmalandra prende un po’ le distanze ma deve comunque far buon viso a cattivo gioco.
Io non approvo questa mostra della Colombari e l’operazione in se, ma si capisce benissimo che è un’operazione commerciale più che culturale.

David84
la colombari paragonata alla woodman !!!!!!! ahahahaha
scandaloso….ci manca solo che diano una reflex in mano al berlusca e lo paragonino a Cartier Bresson.
Fossi in Benedusi (curatore e ideatore della mostra) mi vergognerei…più che un fotografo lo definirei uomo di marketing.
Personalmente su due giorni pieni trascorsi al Fotografica non ho dedicato neanche un minuto alla mostra della Colombari….il mio tempo è troppo prezioso per una come lei.
Avrebbe avuto molto più senso ed interesse proporre qualche giovane talento sconosciuto che ha veramente qualcosa da dire….vergogna!
In ogni caso alimentare il dibattito secondo me è sempre una buona cosa.
Andate a ciapà i ratt….

shafty
Ho passato due giorni interi al Fotografica10, ho seguito gli incontri sia per professionisti sia per consumer e un giro tra le foto della Colombari l’ho fatto, più che altro perché quando giudico qualcosa mi piace conoscerla, non me la sarei sentita di dare un giudizio senza nemmeno aver trascorso un minuto tra le sue foto.
Cosa dire…non mi hanno trasmesso niente. È ovvio che bisogna tralasciare la tecnica, perché in questo caso non ce n’è nemmeno un nanogrammo, però la cosa grave a mio pare è che non comunica niente.
Il discorse è sempre lo stesso, qualsiasi ca**ta fotografata una volta sola rimane una ca**ta, se la fotografiamo 150 volte, diventa un progetto seriale, e come tale assume importanza.
Senza fare nomi ricordo un progetto seriale di un noto fotografo italiano, progetto seriale molto grande, sicuramente molto impegno, ma le foto erano foto davvero normalissime e banali.
Denis Curti ha cercato di far capire che questo non è il trend generale della Fondazione Forma, che sono i 360 giorni dell’anno dove non c’è Fotografica, infatti le mostre che sono presenti di solito sono di un certo spessore.

Ora voglio solo dire un'ultima cosa, fra le giustificazioni più usate per questa inutile mostra, ho sentito che così si è voluto operare una critica contro il tecnicismo (concetto espresso da Benedusi).

Tralascio il fatto che in ciò non ci sia niente di originale, una critica del genere risale ai tempi di mio nonno se non prima.
Per carità, lungi da me il dire che la fotografia è solo tecnica, anzi, la differenza fra un fotografo e l'altro è determinata dalla propria e personale visione del mondo, in parole povere e molto grezze dal cuore.

Ma allora la tecnica a che serve? La tecnica serve per poter esprimere al meglio le nostre emozioni, per trasmetterle a chi guarda, senza tecnica le nostre foto non diranno niente, saranno incapaci di esprimere ciò che volevamo, c'è un motivo se uno studia e si impegna in questa fantastica arte che è la fotografia.

Le foto della Colombari non sono una smentita a quello che ho appena detto, esse non comunicano niente, non sento alcuna forza provenire da quelle fotografie, niente, tranne 1 o 2 che possono essere ritenute interessanti.

Come è già stato detto sarebbe stato interessante vedere esporre qualche giovane talento della fotografia, anzi, io propogo una cosa più interessante, volete veramete uno sguardo puro e incontaminato? Date le macchine fotografiche ai bambini e lasciateli liberi di fotografare, sarebbe veramente stata una iniziativa simpatica che sia io e penso molti fotografi avrebbero compreso e appoggiato.

Commentate questo articolo per dire la vostra.

p.s.

Ero deciso di non dare più risalto a questa vicenda, ma visto quello che sta succedendo ho sentito il bisogno di esprimere ulteriormente il mio punto di vista.



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20th Century Fox, foto di Betty Grable nel 1942


Betty Grable dalla seconda guerra mondiale fino alla guerra di Corea fu un simbolo per migliaia di soldati americani al fronte, che tenevano la sua immagine negli zaini, negli armadietti e sui cruscotti dei loro veicoli.

Fu per lei e per altre attrici di genere burlesque o fetish, come Tempest Storm e Gypsy Rose Lee, che venne coniato il termine pin-up.

Soprannominata le gambe, divenne un idolo della gioventù d'Oltreatlantico ballando e cantando in una serie di film musicali prodotti dalla Twentieth Century Fox che ebbero grande successo nella prima metà degli anni quaranta.

28 novembre 2010

Samsung NX100 Recensione e caratteristiche tecniche

Samsung NX100 Recensione e caratteristiche tecniche.
Video della nuova mirrorless di Samsung, la NX100 e Hands-on by Tutti Fotografi magazine.

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    27 novembre 2010

    Brescia Gianni Berengo Gardin 1954 - 2010 mostra dal 4 Dicembre 2010 al 5 Gennaio 2011

    Una selezione che raccoglie più di 100 immagini in bianco e nero, dal 1954 ad oggi, tra le più rappresentative di Gianni Berengo Gardin.
    Nato a Santa Margherita Ligure nel 1930 ha iniziato ad occuparsi di fotografia nel 1954, ma dal 1965 stabilitosi a Milano, inizia la carriera professionale dedicandosi alla fotografia di reportage, all'indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale.
    Ha collaborato con le principali testate della stampa illustrata italiana ed estera, ma si è principalmente dedicato alla realizzazione di libri, pubblicando oltre 200 volumi fotografici.

    Nel 1963 è stato premiato da World Press Photo, nel 1981 ha vinto il Premio Scanno, nel 1990 è stato invitato d'onore al Mois de la Photo di Parigi dove a vinto il Premio Brassai; nel 1995 ha vinto il Leica Oskard Barnack Award ai Rencontres Internationales de la Photographie di Arles, nel 1998 ha vinto il Premio Oscar Goldoni, nel 2005 il Premio Città di Trieste e nel 2007 il Werner Bishof Avellino. Nel 2008 il riconoscimento alla carriera, il prestigioso Lucie Award, New York, premio vinto in precedenza da Henry Cartier-Bresson, Gordon Parks, William Klein, Willy Ronis, Elliott Herwitt.

    Ha tenuto circa 200 mostre personali in Italia e all'Estero esponendo anche alla Photokina di Colonia, all'Expo di Montreal, alla Biennale di Venezia.
    Le sue immagini fanno parte delle collezioni di diversi musei e fondazioni culturali, tra cui la Calcografia Nazionale di Roma, il Museum of Modern Art di New York, la Bibliotheque Nationale, la Maison Européenne de la Photographie e la Collection photo FNAC di Parigi, il Musée de l'Elysée di Losanna.
    Nel 1972 la rivista "Modern Photography" lo ha inserito tra i "32 World's Top Photographers". Nel 1975 Cecil Beaton lo ha citato nel libro The magic Image. The genius of photography from 1839 to the present day. Nel 1975 Bill Brandt lo ha selezionato per la mostra "Twentieth Century Landscape Photographs" al Victoria and Albert Museum di Londra. E.H.

    Gombrich lo ha citato come unico fotografo nel libro The Image and the Eye (Oxford 1982). Italo Zannier nella Storia della Fotografia Italiana (Roma-Bari 1987) lo ha definito "il fotografo più ragguardevole del dopoguerra".
    Infine, Gianni Berengo Gardin è presente tra gli ottanta fotografi scelti da HCB nel 2003 per la mostra "Les choix d'Henri Cartier-Bresson". Dal 1990 è rappresentato dall'agenzia Contrasto.

    CREDIT AND PICTURE INFORMATION: All images © Gianni Berengo Gardin courtesy of wavephotogaller

    Inaugurazione Sabato 4 Dicembre ore 19,00
    4 Dicembre 2010 – 5 Gennaio 2011
    wavephotogallery, via Trieste 32/a Brescia




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    26 novembre 2010

    Workshop di Fotografia a Roma Camera Raw Avanzato MaxArtis Workshop Professional


    Ciao! :)
    Sono Giovanna Griffo, amministratore del portale fotografico www.maxartis.it, e ti dò il benvenuto in MaxArtis Workshop Professional!

    MaxArtis organizza una serie di workshop didattici professionali, in collaborazione con professionisti del mondo della fotografia e del digital imaging per aiutare professionisti ed amatori ad avere tutti gli strumenti e le soluzioni per affrontare con successo e soddisfazione le sfide della fotografia digitale.

    Sai che mai come negli ultimi anni si è assistito ad una rivoluzione radicale nel mondo della fotografia: il digitale ha ormai monopolizzato il mercato fotografico ed è sempre più necessario stare al passo con i tempi e con le sempre più esigenti richieste del mercato.

    E' per questo motivo che diventa indispensabile imparare a sviluppare ed elaborare i propri negativi digitali, in modo veloce, flessibile e professionale, per rimanere competitivo ed essere completamente autonomo nel tuo lavoro.

    Affidare a terzi lo sviluppo e la postproduzione del proprio lavoro è molto costoso e non sempre ti porterà i risultati desiderati! La postproduzione è qualcosa di troppo intimo e personale per essere lasciato ad altri, così come è importantissimo crearti un tuo stile personale che ti permetta di emergere nel panorama sempre più vasto di amatori e professionisti.

    ECCO IL PROGRAMMA DETTAGLIATO DEL CORSO

    "Workflow, gestione e sviluppo delle immagini digitali con Adobe Bridge CS5 e Adobe Camera Raw 6.2"
      Sabato 29 gennaio 2011
    • Alla scoperta dei formati di files digitali: JPG, RAW e DNG.

      • Che cosa sono, quali vantaggi e svantaggi comportano e quando preferire  l'uno rispetto all'altro.
      • Le differenze fra  RAW e  DNG: come effettuare la conversione.
      • Perchè  il formato RAW garantisce il massimo della qualità? Sfida sul campo RAW vs JPG con dimostrazione pratica!
    • Istogramma ed esposizione digitale: cos’è e come si legge un istogramma.

      • Che cos'è un istogramma e perché è necessario saperlo interpretare correttamente. La sua utilità nella valutazione dell'esposizione digitale.
      • Sezione pratica con esempi per acquisire definitivamente una corretta interpretazione dei propri istogrammi. 
    • Gamma dinamica e latitudine di posa: che significato hanno nella fotografia digitale.

      • Perché sono così importanti la gamma dinamica e la latitudine di posa anche nella fotografia digitale? Qual è il loro peso nel raggiungimento della perfetta esposizione digitale? 
    • Tecniche di esposizione in digitale: "Esporre a destra!"
      • Cosa significa "Esporre a destra" e come farlo in modo ragionato ed utile per avere il massimo dei vantaggi e della qualità.
    • Gestione del flusso di acquisizione delle immagini digitali da Adobe Bridge CS5  a Adobe Camera Raw 6.2
      • Come funziona il flusso di acquisizione di un’immagine digitale.
      • Cosa significa "elaborare" una foto con Camera Raw e quali sono i suoi vantaggi
      • Come funziona Adobe Bridge in abbinamento a Camera Raw e come parametrizzare in modo efficiente le due applicazioni
      • Cosa è il Workflow Digitale, quando e perché usare Photoshop o Camera Raw
      • 5 buone ragioni per usare Camera Raw.
    • Panoramica dell’interfaccia ACR

      • Come aprire e salvare i file, creare duplicati ed aprire in Oggetto Avanzato
      • Panoramica dei pannelli.
      • Come usare l’istogramma.
      • Come usare le funzioni di Anteprima, prima e dopo la correzione.
      • Lavorare con più file applicando le stesse correzioni.        
    • Utilizzo della Taglierina
      • Come correggere gli orizzonti storti, ritagliare una foto in un formato predefinito, ritagliare in modo "creativo" o secondo dimensioni personalizzate.
    • Bilanciamento del bianco

      • Come fare il bilanciamento del bianco in modo veloce e  personalizzato.
      • Come bilanciarlo in modo "scientifico" usando il "color checker passport"
      • Come applicare il bilanciamento del bianco a grandi quantitativi di immagini.
      • Bilanciamento del bianco creativo. 
    • Le correzioni di base

      • Esposizione, Luminosità e Contrasto:come funzionano e perchè.
      • Recupero delle alte luci e delle ombre troppo chiuse
      • Correzione dell'esposizione e miglioramento di toni e colori.
      • Chiarezza, Vividezza e Saturazione: cosa sono, come agiscono e perché funzionano.
    • Le curve tonali

      • Come funzionano e a cosa servono le curve sia parametriche che a punto tonale.

    • Il pennello di Rimozione Imperfezioni e  Rimozione Occhi Rossi

      • Funzionamento del pennello di rimozione macchie ed imperfezioni.
    • Il pennello di Regolazione

      • Come funzionano e a cosa servono il pennello di regolazione, la  maschera automatica ed il preset dei pennelli.
    • Il Filtro Graduato

      • Come funziona il Filtro Graduato e a cosa serve.
    Domenica 30 gennaio 2011
    • Nitidezza e Rumore

      • Cosa sono il rumore di crominanza e luminanza e perchè vengono fuori.
      • Cos'è la nitidezza e perchè i file raw, non elaborati, ne sono privi.

    • HSL (Tonalità, Saturazione e Luminanza) ed il Bianco e Nero digitale

      • Come funziona HSL e che effetti ha sulla foto.
      • Modificare toni e colori in maniera selettiva ed in modalità creativa utilizzando i viraggi.
      • Conversione in Bianco e Nero.

    • Divisione Tonale

      • La divisione tonale: a cosa può servire.

    • Correzioni lente

      • Come funziona la vignettura lente.
      • Come funziona l’aberrazione cromatica.
      • Come funziona l'effetto Fringing.
      • Come correggere la distorsione della lente.
    • Effetti

      • Come funziona la “Vignettura dopo il Ritaglio” e come aggiungere la grana.

    • Calibrazione Camera

      • A cosa serve il pannello calibrazione camera.

    • Creare azioni predefinite

      • Cosa sono i Predefiniti e come utilizzarli.
      • Risorse sui Predefiniti in rete
    • Velocizzazione del workflow

      • Elaborazione raw di più file in modo veloce
      • Creazione di un batch per elaborare più immagini

    • Esempi di postproduzione creativa

      • Casi pratici dai più semplici ai più complessi in cui saranno applicate tutte le tecniche descritte nel corso.

    Guardate dopo il corso cosa sarete capaci di fare. Ecco il prima e il dopo delle immagini a cui sono state applicate le nozioni che vi insegneranno.



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    Come scegliere un obiettivo Macro - Corso di Fotografia

    Prima di leggere questo post consiglio la lettura dell'articolo: La Macrofotografia naturalistica, i generi fotografici - Corso di Fotografia - Lezione 41


    Scegliere un obiettivo è quasi sempre una sorta di tabù specie per chi non ha riferimenti all'atto pratico.

    Scegliere una focale corta o una lunga?

    C'è da dire che in entrambi i casi oltre all'aspetto tecnico e pratico anche l'aspetto finanziario influisce nella scelta.

    Per esempio rimanendo in casa Nikon la differenza tra un 60 e un 105 "con un prezzo di partenza del 60 che si aggira sui 500 euro" è di circa 300 euro mentre tra un 60 e un 200 micro è di quasi 1.000 euro e si capisce che l'investimento comincia ad essere elevato e quindi da prendere in esame per evitare una spesa inutile.

    Ma quali sono le differenze tra le tre focali?

    Principalmente nessuna, entrambi le ottiche consentono rapporti di riproduzione di 1:1 e identica è l'estensione della Profondità di campo.

    Ciò che cambia è la prospettiva (angolo di campo), e la minima distanza di messa a fuoco ma gli elementi che riprenderemo avranno pari estensioni delle aree di fuoco.

    Per farvi meglio comprendere questo concetto ho preso un calibro e posizionato a circa 45 gradi dal piano focale della macchina, questa posizione inclinata mi consente di simulare uno spessore ipotetico visibile sulla scala millimetrica dello strumento di misura.

    Vediamo gli esempi nella pagina seguente.

    Se notate alcune differenze di Rapporto di Riproduzione tra i tre obiettivi è perché entrambi alla minima distanza di lavoro in realtà riproducano da 1:1 a 1.09:1.

    RIPRESA ALLA MINIMA DISTANZA CON FOCALE 60-105-200 a f/5.6


    RIPRESA ALLA MINIMA DISTANZA CON FOCALE 60-105-200 a f/11


    RIPRESA ALLA MINIMA DISTANZA CON FOCALE 60-105-200 a f/22


    Le immagini sopra riportate come esempio, mostrano come le tre le focali al medesimo valore di diaframma impostato e allo stesso rapporto di riproduzione, la Profondità di Campo ha pari estensione.

    Ma allora perché scegliere una focale lunga, più costosa e meno gestibile, se con un 60 otteniamo lo stesso risultato?

    La soluzione è tanto semplice quanto complessa.

    Cominciamo prima di tutto a comprendere quelle che sono le nostre esigenze fotografiche e con esigenze fotografiche intendo capire il tipo di ripresa che ci piace eseguire, soggetti contestualizzati, soggetti ripresi inglobando il loro habitat naturale o particolari a scopo artistico o a scopo didattico.

    Per la maggiore, la percentuale più alta delle nostre riprese quasi mai sono a rapporti di riproduzione che potremmo definire riprese macro (si intende per ripresa macro tutti quei rapporti di riproduzione pari o superiori da 1:2 a 10:1) ma bensì effettuiamo un Close Up ovvero, riproduciamo i nostri soggetti con un rapporto pari o inferiore a 1:2.

    Se per esempio inquadriamo una farfalla e vogliamo collocarla sul fotogramma effettuando una composizione armoniosa noteremo che in realtà la nostra distanza di ripresa e il valore visualizzato sull'elicoide di messa a fuoco, qualsiasi sia la focale utilizzata, è ben lontana da quello che noi potremmo definire un vero rapporto Macro.

    Ciò che realmente influisce nella ripresa è l'angolo di campo ovvero la sua prospettiva che darà uno sfondo più o meno sfuocato.

    L'esempio che riporto è lo stesso che ho scritto nell'articolo presente a questo link che mostra come la stessa inquadratura con focali differenti mantiene un identico rapporto di riproduzione contestualizzando il soggetto ottenendo un risultato più o meno piacevole.




    In tutti e quattro gli esempi la farfalla è stata ripresa allo stesso rapporto di riproduzione ma quello che cambierà è la distanza di lavoro, più vicino per il 60 mentre maggiore sarà la distanza utilizzata con il 200.
    La maggior distanza di ripresa per un fuoco lungo, se da una parte consente usufruire questa particolarità d'esercizio per estendere la profondità di campo è vero che ci obbliga a una chiusura più importante del diaframma perché l'angolo prospettico o angolo di campo non avrà sufficiente angolazione per utilizzare gli stessi parametri di un fuoco corto.

    Se da una parte, utilizzare un fuoco lungo macro implica l'ausilio di un buon cavalletto e una solida testa, dalla sua un fuoco corto ha la particolarità di poter riprendere i soggetti relativamente piccoli a mano libera sfruttando la sua prospettiva includendo nel fotogramma particolari interessanti ai fini di un documento che a noi interessa archiviare per degli studi sull'habitat del soggetto.

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    Selezione e scontorno capelli su soggetti complessi Tutorial per Photoshop


    Tutorial Photoshop scontorno capelli su soggetti complessi.
    Gli strumenti di selezione sono stati molto potenziati. Adesso è possibile avventurarsi su soggetti molto complessi, come nel caso di questo tutorial, dove lo scontorno sui capelli ricci è molto facilitato con le più recenti funzioni di Photoshop CS5. Realizzato da Luciano Boschetti, fotografo.




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    Come caricare i Brushes, installare i pennelli in Photoshop - Tutorial

    Tutorial Photoshop su come installare i pennelli (brushes) su Adobe Photoshop.

    Questa guida è realizzata da Francesco il Photoshoppista.




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    25 novembre 2010

    Creare foto 3D come realizzare vere immagini in 3D

    Nel precedente articolo "Come creare Foto 3D Tutorial Photoshop Effetto 3D sulle Fotografie", avevo spiegato come ottenere grazie a Photoshop un effetto 3D sulle nostre foto.

    Mi è stato fatto notare sul forum di fotografare.com che per avere una foto 3D ci vuole un apparecchio di ripresa 3D che scatti due fotografie da due punti di ripresa distanti tra di loro alcuni centimetri.
    Le elaborazioni che partono da un singolo scatto non forniscono immagini 3D ma al più immagini con un leggero effetto rilievo, concretamente non possono fornire immagini con informazioni aggiuntive come le vere immagini 3D.

    Ma se non abbiamo una fotocamera che faccia foto in 3D, cioè quelle macchine fotografiche che hanno due obiettivi, come si fa?

    Il procedimento è semplice ma si può applicare solo con soggetti statici, quindi paesaggi, panorami, statue, monumenti ecc..
    Guardiamo questa foto scattata da Nik90 un utente del forum che ho citato a inizio articolo, ovviamente dovete utilizzare gli occhiali rosso/blu per vedere l'immagine.

    Foto 3D di Monstar

    Un 3D sicuramente migliore a quello che possiamo ottenere in Photoshop perché realizzato con 2 fotografie.
    Nik90 non ha utilizzato una fotocamera digitale speciale, ma una semplice macchina fotografica.

    In fase di scatto si deve cercare di riprodurre la distanza dei due occhi. Certo che se si ha una "biottica" la cosa è più semplice. Per avere risultati ottimi, non deve esserci nessuno spostamento nella scena inquadrata e ciò è garantito solo da due scatti sincronici. Inoltre lo slittamanto deve mantenersi sullo stesso piano, in maniera assoluta, altrimenti il risultato verrebbe così così.
    Quindi con una macchina fotografica normale si deve fare un primo scatto e poi spostarsi a destra o sinistra sulla stessa linea di qualche centimetro e mantenendo la stessa lunghezza focale.

    In post produzione una volta realizzate le 2 foto non ci resta che elaborarle con un semplice software capace di realizzare immagini tridimensionali chiamato ArBaGlyph, il programma è gratuito ed è scaricabile cliccando QUI.


    24 novembre 2010

    Martina Colombari, Tutorial su come si giustifica una schifezza spacciandola per Arte


    Questa bellissima foto che vedete qui sopra è stata esposta al Forma di Milano, prima ci ha esposto Robert Capa adesso Martina Colombari, questo non è un articolo contro una situazione indecente e scandalosa come dico nell'articolo che potete leggere cliccando QUI ma un Tutorial su come far passare per capolavoro d'arte una porcata.

    Per scrivere questa guida mi sono ispirato alle opere di Martina e alle Recensioni di Denis Curti e Settimio Benedusi che trovate a questo link http://www.affaritaliani.it/milano/colombari221110.html.

    Link che ho trovato sulla bacheca di Claudia Rocchini che ringrazio sia per il link sopra citato che per avermi messo a conoscenza dell'esistenza della mostra di Martina allo Spazio Forma di Milano.

    Scrive Denis Curti in una parte della sua recensione sulla Colombari:
    Un linguaggio, il suo, senza mediazioni. Coraggioso, mai arrogante e senza travestimenti. La fotografia, per Martina, si trasforma da ossessione in occasione. È la nave che salpa per un attraversamento del sè. Il mezzo per andare incontro alla realtà, il prolungamento fisico del suo sentire con gli occhi e con la pancia. Martina non si sente fotografa. Gioca con le immagini. Si fa leggera. Scrive la sua autobiografia senza parole. Senza aggettivi. Raccoglie le briciole della quotidianità, per comprendere il cambiamento e dare qualche consiglio al suo destino.

    Analizziamo il testo da cui ricaviamo delle lezioni utili:

    Lezione 1 (per ragazze, voi uomini astenetevi)
    "Coraggioso, mai arrogante e senza travestimenti" diciamo pure che di vestiti e travestimenti vari ne aveva ben pochi, quindi quando fate una foto con il vostro bel culo di fuori siete coraggiose, mai arroganti e senza travestimenti!

    Lezione 2
    Quando i millantatori vi dicono che avete scattato perché paga mamma Canon dite semplicemente che è "il prolungamento fisico del suo sentire con gli occhi e con la pancia" 

    Lezione 3
    "Martina non si sente fotografa" (se è per questo manco lo è) colleghi fotografi cimentatevi in pittura e dichiarate che non vi sentite pittori, magari una mostra al Louvre la ottenete.

    Lezione 3
    "Raccoglie le briciole della quotidianità, per comprendere il cambiamento e dare qualche consiglio al suo destino." Che tradotto "Martina ha ben capito che la fotografia non è cosa sua ed è meglio continuare a fare la modella attrice, ma una mostra allo Spazio Forma non gliela toglie nessuno" quindi voi fotografe che vi cimentate da anni in fotografia raccogliete le briciole del vostro destino, fate prima le modelle e poi esponete allo Spazio Forma.

    Parte della recensione di Settimo Benedusi da cui ricaviamo una sola utile lezione ma non meno importante:
    La mostra di autoritratti di Martina Colombari che stai per vedere può essere d’aiuto per capire cosa voglia dire essere fotografo oggi, nel 2010. Fotografare in questi anni significa avere a disposizione macchine fotografiche meravigliose, che fanno fotografie tecnicamente perfette, e software raffinatissimi che permettono di correggere eventuali errori, sia del fotografo che della realtà. Qualsiasi fotografia può essere resa perfetta. Trovo quindi che sia necessario, per chi oggi voglia ben fotografare, dimenticarsi di saper fotografare. Dimenticare i tecnicismi. Dimenticare i virtuosismi. Riappropriarsi di uno sguardo puro. Estremizzando tutto ciò qualche mese fa abbiamo chiesto a Martina (che non è una fotografa e quindi di tecnica non sa nulla…) di incominciare a fotografarsi.
    Da qui ricaviamo un'unica lezione, analizziamo le varie parti del testo:

    "La mostra di autoritratti di Martina Colombari che stai per vedere può essere d’aiuto per capire cosa voglia dire essere fotografo oggi, nel 2010." Non posso dire parolacce mia madre mi ha vietato di essere volgare.

    "Fotografare in questi anni significa avere a disposizione macchine fotografiche meravigliose, che fanno fotografie tecnicamente perfette, e software raffinatissimi che permettono di correggere eventuali errori, sia del fotografo che della realtà." Quindi dobbiamo cimentarci nello scattare male, è un nuovo tipo di gioco, più la macchina fotografica è buona più noi dobbiamo essere bravi a fare porcherie.

    "Qualsiasi fotografia può essere resa perfetta. Trovo quindi che sia necessario, per chi oggi voglia ben fotografare, dimenticarsi di saper fotografare." No ma dici sul serio? Qualsiasi fotografia può essere resa perfetta? boh mi lasci perplesso cretino io e la stragrande maggioranza dei fotografi che dopo aver fatto 600 foto o più ne scegliamo molto meno della metà. Comunque Martina sembra che si sia scordata alla grande come fotografare, ammesso che l'abbia mai saputo.

    "Dimenticare i tecnicismi. Dimenticare i virtuosismi. Riappropriarsi di uno sguardo puro. Estremizzando tutto ciò qualche mese fa abbiamo chiesto a Martina (che non è una fotografa e quindi di tecnica non sa nulla…)"
    Già, e si vede...complimenti gran bel risultato.

    Lezione che abbiamo appreso:

    Se ti secchi studiare tecnica fotografica e impegnarti in questa bellissima arte che è la fotografia ma prometti bene come Tronista, modello/a o sei figlio di qualcuno importante coi soldi, non preoccuparti, anche tu farai una mostra allo Spazio Forma di Milano e potrai avvalerti della recensione positiva di qualche guru della fotografia, perché la tecnica non conta più niente, tutte le foto possono essere perfette e gli asini volano.

    Se invece avete la sfiga di essere persone comuni ma fate fotografia da anni e magari siete anche dei fotografi professionisti, non preoccupatevi, potrete sempre ammirare le opere della velina di turno che "si trasforma da ossessione in occasione. E' la nave che salpa per un attraversamento del sè".

    Spero che il Tutorial vi sia utile, ora sapete tutto quello che dovete fare per fare delle opere d'arte e  dare qualche consiglio al vostro destino.



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    23 novembre 2010

    Martina vista da Martina la Colombari si improvvisa fotografa ed è la morte della Meritocrazia


    La fotografia che vedete qui sopra è presa dal sito del Corriere della Sera ed è stata realizzata da Martina Colombari, che è anche la modella. Si avete capito bene, la Colombari si è improvvisata fotografa, a questo link potete vedere la galleria fotografica con i suoi scatti.

    Il risultato è palese, non c'è bisogno che vi dica io che il tutto è abbastanza triste, molto amatoriale, privo di arte, foto che sembrano scattate con un cellulare da una quattoridicenne in tempesta ormonale che vuole farsi la figa con gli amici di facebook.

    Direte che non c'è niente di male a farsi degli autoscatti per gioco e che anche i personaggi dello spettacolo possono farlo, ma la cosa scandalosa, veramente desolante per chi dedica tutto se stesso alla fotografia è sapere che i suoi scatti verranno esposti allo Spazio Forma di Milano dal 24 al 28 novembre nella mostra «Martina in-visibile» (diamogli un bel nome figo che fa più artista).

    Ecco i commenti di alcuni fotografi che hanno detto la loro sul link della galleria apparso su facebook:


    Be, adesso so finalmente quali sono le qualità che deve avere un fotografo. Due tette ed un culo da paura!
    Ed aggiungo di aver finalmente capito qual'è il modo corretto di impugnare una macchina fotografica: in topless e a gambe larghe. Graz...ie Martina!


    no comment. no comment.


    un altro bel contributo alla fotografia femminile. se fino ad ora noi signore ci si lamentava di essere considerate, fotograficamente parlando,perlopiù come soggetti passivi, adesso ci ha pensato Martina a riequilibrare le cose. Bah.


    Ha usato la terza "A"! Artista, Autoscato, Atette! Dai non può essere, c'è per forza qualcosa che ci sfugge! Invece del prossimo obiettivo, mi compro un reggiseno!


    nn lo so... non so più nulla... sembra che per ogni cavolo di cosa, lavorativa, artistica ecc.. si debba passare dal lato "esteriore" di una persona, o dalle conoscenze, dall'esser figlio di, moglie di...


    Si è fatta solo delle foto......altro che fotografa!!!!!!ahahhaha.......
    c'è un nome, c'è un corpo che crea attenzione proprio per il suo nome, c'è il fatto che ne parli male ma ne parli (e tanto), c'è la foto che ogni suo ammiratore nei suoi sogni di guardone avrebbe voluto farle perchè era vicino a lei, senza ...luci, a portata di telefonino. ce n'è abbastanza per far venire voglia di scoprire qualcuno che in qualche modo si è abbassato al livello dell'utente di fotocamere dei cellulari. queste foto verranno esposte con l'assoluta certezza che verrà molta, molta gente. verrà magari definita con strane parole (iperrealismo inconsapevole, presaperculo nazionalpopolare?chi lo sa) ma se ne parlerà. non c'entra con la tecnica, e soprattutto il più delle volte con la messa a fuoco :) , ma saprà creare interesse. è la realtà, non ci sono sconti.


    un insulto alla fotografia


    Che così vadan le cose nel mondo della comunicazione, di prodotto e non, diciamo che qualcosina ne so :-). Mi riferivo al messaggio che si vuole comunicare sul prodotto fotografico e al contesto. E mi chiedo: ma è ancora fotografia questa? Che cosa insegneremo a coloro che frequentano gli Academy? Come usare una G11 così come la usa la Colombari? A me sembra che tutto ciò c'entri assai poco con la fotografia, tanto quanto c'entrava la Carfagna, per competenze professionali, con un ministero. Ma tant'è.


    L'idea è vecchia. Vecchissima! (vogliamo ricordare i mille e mille progetti fotografici di autoritratto in stile... "una-foto-al-giorno"?).
    Vero che ci sono variazioni sul tema, ma qui l'unica variazione è una tetta o una chiappa. E quindi nulla di nuovo!
    Non entro nel merito della tecnica, che potrebbe anche passare in secondo piano.
    Ma se il tutto serve a far vedere quanto bella è la G11... il messaggio che arriva è "compratevi un iPhone che almeno giocate un po' e fate le stesse foto, forse anche meglio".
    Sinceramente il Forma mi ha deluso non poco.
    Anche se credo che se non ci fosse stata Fotografica (Canon) un lavoro simile al massimo veniva esposto alla Fnac, con la sola scusa di avere la gnocca di turno (leggi: Colombari) a richiamare gente.
            

    Che dire, tutto questo mi lascia molto amareggiato è la prova che in Italia se sei famoso ed hai i soldi puoi fare tutto, anche una mostra allo Spazio Forma di Milano, anche se di fotografia non sai niente, non importa la bravura o il talento, importa il nome.

    E poi mi domandano perché rido quando mi fanno i discorsi sulla meritocrazia.

    Aspetto il vostro parere su tutto ciò, mi piacerebbe un vostro commento a questo articolo per sapere cosa ne pensate.

    p.s.

    Secondo me ha fatto anche pubblicità negativa alla Canon, davvero foto indegne anche di un cellulare.

    p.p.s.

    Altri commenti di fotografi sulla vicenda (oltre quelli presenti sotto questo articolo) li potete trovare al mio post pubblicato su ClickBlog a questo link: http://www.clickblog.it/post/9825/martina-colombari-si-mette-in-mostra#show_comments



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    AF le tre modalità di autofocus - Corso di Fotografia

    Utilizzando la modalità di messa a fuoco automatica abbiamo a disposizione tre modalità di auto-focus.
    Su una Reflex Canon bisogna andare sulla ghiera di selezione, spingere la freccia a destra, quella con su scritto AF e ci appare il menù di modalità AF. Le tre diverse modalità di autofocus in Canon sono ONE SHOT, AI FOCUS e AI SERVO.
    Su una Reflex Nikon le tre modalità di AF sono AF-S (Auto Focus Single) o One Shoot, AF-A (Auto Focus Automatic) o AI Focus e AF-C (Auto Focus Continuos) o AI Servo.

    Le modalità AF ci permettono di impostare quale sarà il comportamento dell'auto-focus quando premiamo a metà il tasto di scatto.

    Video realizzato da NomedSenkrad




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    22 novembre 2010

    Workshop di Fotografia a Reggio Emilia Creare immagini emozionanti dalla Composizione allo sviluppo digitale


    Workshop di Fotografia professionale a Reggio Emilia, a metà strada fra Milano e Firenze, a meno di un’ora dall’aeroporto di Bologna, così da essere il più possibile comodo e raggiungibile da tutti, nelle sale del Centro Congressi dell’Hotel Europa, a pochi passi dalla Stazione FFSS e facilmente raggiungibile dal casello autostradale.

    Shoot to Thrill è il primo workshop dal vivo di FotografiaProfessionale!
    2 giorni nei quali condivideremo con te tutti i segreti e i trucchi del mestiere per ottenere foto “perfette” dalla composizione allo sviluppo digitale!

    Un workshop riservato solo ai 25 di voi che saranno più veloci ad iscriversi.
    Hai capito bene, per assicurare un eccellente risultato didattico ad ogni partecipante sono disponibili solo 25 posti per un evento assolutamente esclusivo!

    Si tratta infatti di un’occasione eccezionale, abbiamo deciso di mettere a tua disposizione il team di FotografiaProfessionale dal vivo, per due giorni, per guidarti in tutto il processo di realizzazione di una serie di immagini emozionanti, create per colpire l’occhio e l’anima dell’osservatore.

    Ma quindi, in cosa consiste il workshop? Cosa faremo insieme?
    • Imparerai tutti i segreti della composizione fotografica
    • Imparerai la differenza che c’è fra un’immagine corretta e una foto eccezionale
    • Imparerai come scattare immagini che colpiscano e attraggano
    • Ti confronterai con altri fotografi, per assorbirne trucchi e i segreti
    • Metterai in pratica quanto imparato scattando insieme al team di FotografiaProfessionale
    • Imparerai come selezionare le tue immagini migliori
    • Imparerai come sviluppare i tuoi negativi digitali con Adobe Lightroom 3 e valorizzare al massimo il tuo lavoro fotografico
    • Imparerai come analizzare le immagini, commentando insieme i migloiri scatti di tutti i partecipanti, evidenziando punti di forza e aree di miglioramento di ognuno

    È un evento organizzato da FotografiaProfessionale, e come tutti i nostri corsi e i nostri tutorial, anche questo workshop segue un percorso logico, pensato per portarti ad apprendere tecniche e trucchi utili per il lavoro di tutti giorni.

    Lasciamo perdere nozioni sterili e teorie astruse, ti metteremo a disposizione strumenti pratici, che proverai sul campo, che ti porteranno attraverso una sequenza replicabile in ogni giornata di lavoro ad ottenere i risultati che hai sempre cercato.

    Dopo due giorni di lavoro con il nostro team, sarai completamente autonomo in tutto il processo, dallo scatto all’immagine finita, sviluppata e pronta per la stampa o per la pubblicazione.
    Dopo questo workshop sarai in grado di pensare al risultato che vuoi ottenere prima ancora di scattare e quindi di realizzare lo scatto con già ben chiaro quello che sarà lo sviluppo che applicherai!

    Si, va bene, ma chi è l’istruttore?
    Chi è che mi insegnerà tutte queste cose?

    CONTINUA A LEGGERE AL LINK: http://www.fotografiaprofessionale.it/prodotti/shoot_to_thrill.html



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