4 luglio 2016

La fotografia astratta, origini ed evoluzione

Questo articolo fa parte della rubrica: La Storia della Fotografia da Aristotele a oggi

L'astrazione in fotografia può sembrare un paradosso se si pensa alla sua funzione di riproduzione meccanica e descrittiva della realtà. Tuttavia, il fatto che una fotografia sia difficilmente riconoscibile non è incompatibile con la propria definizione "stampa della luce su una superficie fotosensibile". Qualunque sia la sua natura l'immagine fotografica rimane sempre un'immagine o rappresentazione di qualcosa, anche se il fotografo utilizza vari processi per non far capire allo spettatore cosa realmente rappresenta.

Fin dalla sua scoperta nel 1839, la fotografia è stata utilizzata in ambito documentaristico, producendo immagini sulla base dei codici di rappresentazione della visione umana (verismo). Tuttavia, agli inizi del XX secolo, molti fotografi hanno cercato di superare questa visione della fotografia sperimentando e sviluppando quello che possiamo chiamare fotoastrattismo.

Le origini della fotografia astratta, spesso converge con quella del modernismo alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX, in ordine cronologico così come intellettualmente.

I primi quadri astratti sono emersi intorno al 1910 ad opera di artisti come Vasilij Kandinsky, Kasimir Malevich e altri; Gli storici hanno osservato che quasi allo stesso tempo i fotografi iniziarono la loro sperimentazione in questo senso.

Già l'inizio della fotografia, dai "disegni fotogenici" di William Henry Fox Talbot nel 1830 agli studi del moto di Thomas Eakins ed Étienne-Jules Marey (cronofotografia) nel 1880, presenta immagini che potrebbero essere classificate come astratte, anche se erano pensate per scopi scientifici e tecnici più che estetici.

William Henry Fox Talbot, Photogenic drawing of flower specimens, c.1839

Étienne-Jules Marey, 1890.

Le prime forme di fotografia astratta si manifestano in America nel 1910 con Paul Stand, con le foto intitolate "Porch Shadows" e "The Bowls", foto in cui gioca con le forme e le luci usando inquadrature ravvicinate.

Paul Strand, Porch Shadows, 1916 

Paul Strand, The Bowls, 1916

Alvin Langdon Coburn è un'altro dei primi esponenti della fotografia astratta in America oltre ad essere considerato uno dei più importanti fotografi del tardo 19° secolo, il contatto con il cubismo e il futurismo gli faceva sentire la necessità di dare libero sfogo alla sua espressione. Nel Vorticismo (il prodotto del cubismo e futurismo), Coburn ha trovato il mezzo perfetto per liberarsi dalle sue ansie formali e allontanarsi dalla tradizione pittorica già decadente.

La sua più importante serie fotografica si chiama Vortographs, nata anche dalla sua stretta collaborazione con Ezra Pound. Con il sostegno del poeta, Coburn ha sviluppato un'apparato chiamato vortoscope, una sorta di caleidoscopio, gli oggetti fotografati acquisiscono così un'aspetto geometrico e caleidoscopico, cancellando quasi completamente le forme dell'immagine originale.

Alvin Langdon Coburn, Vortograph, 1917

La tendenza verso l'astrazione si affermò per tutto il ventesimo secolo, vale a dire, la coesistenza di due visioni parallele tra fotografi modernisti americani ed europei. Questi punti di vista includevano da un lato il concetto di "Fotografia diretta" (straight photography) lanciata dai fotografi americani come Alfred Stieglitz, Aaron Siskind, e altri; e dall'altro, il concetto di sperimentazione estetica direttamente derivato dall'avanguardismo europeo di Laszlo' Moholy-Nagy e altri.

L'obiettivo della Straight Photography era quello di cogliere la realtà fatta di oggetti di uso quotidiano che di solito sfuggono all'occhio umano, senza alcuna manipolazione e sottolineando processi puramente fotografici come inquadratura, illuminazione, messa a fuoco e punto di vista, le immagini risultanti sfruttato il formalismo puro, la geometria e il design.

Questa tendenza è stata ben illustrata in America con Bernard Shea Horne, Max Weber e gli studenti della "Clarence H. White School of Photography" nel 1910, nelle foto quali "House Of Doylestown, Staircase (1917)" di Charles Sheeler, nelle serie di Stieglitz dal 1923 al 1931 e in seguito il lavoro di Siskind degli anni 1930 e 1940. In Germania e in Russia i rappresentanti di spicco erano rispettivamente László Moholy-Nagy con la foto dalla Torre della Radio di Berlino, scattata nel 1928 e Aleksandr Rodčenko con la foto intitolata "On ​​The Pavement" scattata nel 1928.

Aaron Siskind - Jerome, Arizona 1949

László Moholy-Nagy - From the Radio Tower Berlin - 1928

Rodčenko - On The Pavement - 1928

Ancora più sperimentale o esteticamente radicale rispetto al lavoro dei suddetti fotografi era un altro ceppo di astrattisti che considerava la fotografia come un mezzo ideale di espressione plastica per costruire e creare nuovi codici visivi. Utilizzando una varietà di pratiche come il fotogramma (in questo caso si intende un'immagine fotografica ottenuta in camera oscura imprimendo un'immagine direttamente su un foglio di carta sensibile o un negativo, senza fare uso di una macchina fotografica. Questa tecnica è più nota con il nome di Rayogramma o "Rayografia", dal nome del fotografo Man Ray, che la riscopre negli anni '20 del 900, o come Shadografia), la manipolazione della luce, il movimento e la chimica, i fotografi europei assunsero una serie di caratteristiche ricorrenti che andavano ad associarli con l'astrazione modernista. Dato che il fotogramma è stato prodotto senza una macchina fotografica, l'artista crea immagini di ombre e sagome di oggetti che sono stati collocati tra la sorgente luminosa e la carta fotosensibile o di un film, quindi bypassando l'apparato meccanico o tecnico a favore di fantasia e surrealismo.

Alle origini di numerose manipolazioni astratte, la tecnica del fotogramma è stata usata da Christian Schad già nel 1918, Man Ray nel 1921, e Moholy-Nagy nel 1922.

Christian Schad

Man Ray, 1922, Untitled Rayograph

Laszlo Moholy-Nagy

Vari artisti come Theodore Roszak, Georg Zimin, Piet Zwart, e Willy Zielke usarono questa tecnica nel 1930; Bronislaw Schlabs, Julien Coulommier, Andrzej Pawlowski, Beksinki e Kurt Wendlandt negli anni 1940 e 1950; Lina Kolarova, René Mächler e Andreas Mulas nel 1970; Tomy Ceballos, Kare Magnole, Andreas Müller-Pohle e Floris M. Neusu nel 1980.

Nella fotografia astratta la luce rimane un principio fondamentale con la funzione non solo di rivelare e rendere visibile, ma anche di essere sfruttata come soggetto stesso della foto illuminando superfici e volumi, come per esempio nelle foto di Francis Bruguiere e di Jaromir Funke.

Francis Bruguiere

Jaromir Funke

Nel 1940 Barbara Morgan diventa la prima ad utilizzare la tecnica che oggi chiamiamo light painting, che ha usato per disegnare i suoi arabeschi calligrafici.

Barbara Morgan 1940

Barbara Morgan 1940

Laszlo Moholy-Nagy nel 1940 disegnando con la luce produsse le due seguenti opere: Blue penlight drawing e Pink traffic stream.

Laszlo Moholy-Nagy - Blue penlight drawing - 1940

Laszlo Moholy-Nagy - Pink traffic stream - 1940

Ancor più recentemente in Francia, Thomas Reaume nel 1980 e Bernard Lantéri nel 1990 realizzarono forme luminose e fluide che sfidano la natura fissa dell'immagine fotografica.

Il movimento e la sfocatura rappresentano un altro aspetto dell'astrazione nella fotografia. Questa tendenza è illustrata dalle opere dei futuristi italiani come i fratelli Bragaglia che pubblicarono il saggio fotodinamismo futurista e Fedele Azari e Filippo Masoero con le loro foto aeree, oltre al cinetismo dei fotografi tedeschi Oskar Schlemmer, Peter Keetman e Otto Steinert nel 1940-1950.

"Salutando" di Anton Giulio Bragaglia

Filippo Masoero - Veduta aerea del foro romano, 1930

Peter Keetman

Il lavoro dell'americano William Klein è stato tanto un inizio e un importante riferimento per i fotografi contemporanei come Gérard Dalla-Santa, Frederic Gallier, Hervé Rabot, Patrick Toth, e Müller-Pohle, che nel corso del 1980 hanno visto il movimento non solo come una trascrizione del dinamismo brutale del mondo urbano ma anche come miniera di forma pura, rivelando le qualità visive e tattili della fotografia.

Infine, un altro gruppo di fotografi ha preferito esplorare e sperimentare con la chimica, basandosi di più sulla camera oscura e meno sulla fase di scatto, questi fotografi hanno esplorato le qualità astratte possibili nella sperimentazione chimica, che porta alle specifiche forme di Edmund Kesting e Chargesheimer nel 1940, e Stryj Piasecki e Pierre Cordier nel 1950, Sigmar Polke nel corso del 1970 e Riwan Tromeur nel corso del 1980.

Edmund Kesting - Autoritratto - 1940