8 febbraio 2017

Man Ray e Marcel Duchamp, la fotografia come opera d'arte


"Di sicuro ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà come, mentre altri di natura più curiosa si chiederanno perché." - Man Ray

Inizio a parlare di Man Ray da questa frase che riassume non un semplice fotografo ma uno degli artisti più poliedrici del ‘900. Ancora una volta arte e fotografia si incontrano, insegnandoci a lasciare più spazio alla fantasia e ad allontanarci dalla teoria dei manuali.

Man Ray, all’anagrafe Emmanuel Rudzitsky, nasce a Filadelfia il 27 agosto 1890 e presto si trasferisce a New York, dove inizia la carriera di grafico e disegnatore. L’attività di fotografo nasce nel 1914, quando acquista la sua prima macchina fotografica per immortalare le sue opere d’arte. Il successo presso il pubblico arriva con la conoscenza dell’artista francese Marcel Duchamp, i due diventano grandi amici e fondano il movimento Dada americano, corrente d’avanguardia già nata in Europa nel 1916.

Man Ray e Marcel Duchamp, 1952

Soggetti principali della corrente artistica sono i tanto discussi ready-made, invenzione di Duchamp che iniziò ad acquistare oggetti di produzione industriale, a volte apportando piccole modifiche, trasformandoli in opere d’arte. Tra questi la famosissima Fountain, un orinatoio capovolto e rettificato con la firma di un artista fittizio “R. Mutt 1917”.

Marcel Duchamp, Fountain, 1917 - fotografia di Alfred Stieglitz

Man Ray si approccia a questa nuova espressione artistica creando diversi ready-made, come Cadeau, un ferro da stiro modificato da una fila di chiodi saldati alla piastra, che lo rendono inutilizzabile; e L’enigma di Isidore Ducasse, un sacco stretto da corde e nodi che celava – probabilmente- una macchina da cucire, sfidando lo spettatore a risalire all'oggetto nascosto.

Man Ray, Cadeau, 1921.

Man Ray - L'enigma di Isidore Ducasse 1920

Nonostante il movimento Dada a New York non godrà di particolare successo, Man Ray continua a sostenere l’arte di Marcel Duchamp, diventando suo fotografo ufficiale e immortalandolo nei panni del suo alter ego Rrose Sélavy o fotografando le sue opere d’arte, come il famoso scatto L’allevamento di polvere sull’istallazione Il Grande Vetro.

Elévage de Poussière (Allevamento di polvere) - Man Ray

Rrose Sélavy, foto di Man Ray.

Nel 1921 i due artisti si trasferiscono a Parigi, dove Man Ray conosce il poeta Andrè Breton, futuro fondatore del movimento surrealista e Philippe Soupault, che darà l’occasione a Man Ray di allestire una sua mostra nella propria libreria, acquistando grande notorietà in Europa come fotografo ritrattista (tra i soggetti più famosi ricordiamo il pittore Pablo Picasso, gli scrittori Thomas Stearns Eliot e James Joyce e la scrittrice Virginia Woolf).

Man Ray - Le Violon d’Ingres, 1924

Man Ray - Pablo Picasso, 1933.

L’invenzione che portò al successo Man Ray furono però le rayografie, ovvero immagini fotografiche ottenute in camera oscura poggiando oggetti sul foglio bianco ancora immerso nel liquido. Egli diventò così il primo fotografo surrealista, trascorrendo la sua vita tra America e Parigi, dove morirà nel 1976. 

Rayograph. Man Ray.

Articolo di approfondimento al seguente link: La fotografia astratta, origini ed evoluzione.

Forse il fascino di Man Ray risiede nell’essere inciampato casualmente nell’attività di fotografo. Grazie a questa casualità fu il primo artista a concepire la fotografia non come semplice riproduzione, ma come opera d’arte a sé stante. 

"Se volete fare fotografie, gettate via la macchina fotografica” - Man Ray

Questo era il consiglio che Man Ray diede ai suoi allievi e che, ancora oggi, ci ricorda di quanto la fotografia sia vicina all'arte e quanto poco conti la tecnica o l’attrezzatura in campo artistico. 

Federica Girardi